Martedì 17 Febbraio 2026

Paradossi

L'Onu usa una sposa occidentale per denunciare il matrimonio precoce

La piaga è diffusa soprattutto in Africa e in Asia. Ma l'Onu finge di non saperlo nella sua nuova campagna

L'Onu usa una sposa occidentale per denunciare il matrimonio precoce

Fonte foto: X

Polemiche a go go il giorno di San Valentino per un post su X dal sapore “politicamente corretto” e letteralmente scorretto insieme, in cui la piaga dei matrimoni precoci viene presentata in modo da falsarne alcune caratteristiche fondamentali. Ovvero nel tanto discusso post ideato dall’Onu,  l dramma dei matrimoni che coinvolgono minorenni (molto spesso anche in età infantile), tipicamente diffuso in alcune aree delle zone dell'Africa subsahariana e dell'Asia meridionale, è stato rappresentato con l'immagine di una ragazza bionda in un tradizionale abito da sposa bianco, occidentale e cristiano, nonostante sia ben noto che questo fenomeno non riguardi la nostra cultura.

«Ogni 3 secondi, una bambina si sposa in qualche parte nel mondo» peccato che, per quanto il dato fosse reale e comprovato, l’aspetto della ragazzina non rappresentasse la realtà altrettanto comprovata delle culture in seno alle quali nasce questa odiosa tradizione che mette in pericolo le bambine sotto l’aspetto della salute, deprivandole anche della possibilità di ogni forma di istruzione, contribuendo così a radicalizzare le condizioni di povertà, per non parlare dei traumi psicologici che questa esperienza porta con sé. Per cui l’immagine è rapidamente diventata oggetto di controversie. Infatti, secondo i dati certi più recenti di Unicef, Girls Not Brides e statistiche correlate, i tassi più alti sono concentrati prevalentemente nell'Africa subsahariana e in alcune parti del sud dell’ Asia.

Il Niger registra costantemente la frequenza più alta al mondo di matrimoni precoci, con circa tre quarti delle donne tra i 20 e i 24 anni sposate prima dei 18 anni. Seguono a ruota il Ciad e la Repubblica Centrafricana, con tassi di frequente superiori al 60%, mentre il Mali raggiunge il 50% e in alcune raccolte dati si avvicina al 70%. Nel Sud dell’Asia, in Bangladesh, i tassi di matrimoni precoci sono superiori al 50%, con percentuali particolarmente alte di matrimoni sotto i 15 anni in alcune regioni. Diversi altri paesi dell'Africa subsahariana - tra cui Guinea, Burkina Faso e Sud Sudan- registrano anch'essi una prevalenza superiore al 50%. Il Mozambico si colloca vicino al 48%, mentre l'India, nonostante un miglioramento graduale, si attesta intorno al 47%- una cifra significativa data la dimensione della sua popolazione.

Al contrario, l'Europa occidentale e il Nord America non sono tra le regioni in cui si registrano affatto alti tassi di questo fenomeno. Per questo, l'attivista britannico Tommy Robinson ha accusato l'organizzazione di aver voluto deliberatamente evitare le culture in cui il matrimonio infantile è più radicato. Lo storico e commentatore Rafe Heydel-Mankoo ha descritto l'immagine come una manipolazione della realtà a partire da chi ne è maggiormente colpito. Anche in Spagna, il giornalista Cristian Campos ha criticato l’uso strumentale di questa immagine con connotati prevalentemente occidentali. I loro post hanno raccolto migliaia di reazioni in poche ore, riscuotendo un largo consenso.

La controversia non riguarda il negare che l'abuso possa verificarsi ovunque, ma piuttosto il voler evitare verità scomode. Inoltre la comunicazione pubblica e per di più da parte di un organo internazionale e ufficiale come l’ ONU, deve riflettere la realtà statistica. Quando i dati mostrano chiaramente dove la crisi è più acuta, la scelta dell'illustrazione diventa più che estetica e per questo deve corrispondere necessariamente ai dati perché influenza notevolmente il modo in cui il problema viene recepito e quindi compreso (Fonte foto: X)

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