Fede & Ragione
FRANCIA
Quentin Deranque, il giovane «di destra» ucciso dai collettivi in Francia, era un cattolico devoto
Cantava nel coro e serviva alla mensa dei poveri. Assai riduttivo presentarlo come «nazionalista»
17 Febbraio 2026 - 12:15
DIDA (Radio-Canada Info)
È morto dopo un violento pestaggio ad opera di «almeno sei individui a volto coperto, che non sono ancora stati identificati» così ha dichiarato il 16 febbraio Thierry Dran, il procuratore di Lione che ha aperto un'inchiesta per «omicidio volontario». Nella sintesi che troviamo sulle pagine dell'Internazionale, Dran riferiva in una conferenza stampa che, «Quando era stato soccorso la sera del 12 febbraio, Deranque, 23 anni, “presentava principalmente lesioni mortali alla testa». Nessuna ferita da arma da taglio come inizialmente dichiarato dall'agenzia di stampa francese AFP. L'aggressione al giovane riduttivamente definito, anche dalla stampa italiana, come militante nazionalista, è avvenuta a Lione durante una conferenza della deputata Rima Hassan esponente di La France insoumise, sinistra radicale, presso la facoltà di Scienze Politiche.
Un gruppo di sette giovani donne del collettivo femminista identitario Némésis aveva srotolato uno striscione per denunciare la sua presenza; temendo possibili violenze da parte dei militanti di sinistra, le giovani avevano chiesto ad alcuni amici di accompagnarle e proteggerle. Le violenze non avevano tardato a verificarsi e due ragazze sono finite a terra riportando lievi lesioni. Tra i circa 15 giovani che si erano fatti carico di difendere le militanti di Némésis era presente dunque anche Quentin che, secondo alcune fonti, avrebbe cercato di proteggerle ed era stato infine aggredito e pestato da sei individui. Non riuscendo a fuggire ha subito l'accanimento feroce degli aggressori. Soccorso poco dopo da un compagno che lo trova ancora cosciente al peggioramento del suo stato chiama i soccorsi: ricoverato in ospedale in coma, Deranque è stato dichiarato morto il 14 febbraio.
NON SOLO POLITICA
Legato inizialmente al gruppo monarchico Action Française sarebbe poi divenuto un simpatizzante del gruppo Audace di Lione. Studente di Matematica e Data Science si era convertito al cattolicesimo tradizionale invitando anche il padre a seguirlo in questo cammino. Frequentava la parrocchia di Saint Georges, partecipava alla messa, cantava nel coro ed era coinvolto nel gruppo Saint-Martin che distribuisce pasti per i più poveri. Allegro, partecipe, non violento: «Dobbiamo pregare per il riposo dell’anima di Quentin e per la sua famiglia, per i suoi amici», ha detto padre Laurent Spriet sui gradini della chiesa dove Quentin andava a messa. Secondo lui, il giovane «era coinvolto nel gruppo Saint-Martin che distribuisce pasti per i più poveri. Era un pacifista, non un estremista», riporta il Corriere della Sera.
Partecipava agli allenamenti sportivi, di boxe o jogging, insieme ai compagni di Audace Lyone; secondo il portavoce del gruppo Quentin «era una persona molto calma, né violenta né aggressiva. Amava molto leggere». La famiglia del giovane in un comunicato «ricorda solennemente che Quentin ha sempre difeso le sue convinzioni senza violenza, sostenendo l’attivismo pacifico, e che non era mai stato implicato in scontri, in passato».
La fede, dunque, non era per Quentin sfondo folkloristico di un'appartenenza tutta politica, ma una dimensione sempre più decisiva e capace di dare un vero orizzonte di senso alla sua vita e a ciò per cui si impegnava.
Lo ricordano i giovani del pellegrinaggio di Chartres (Notre-Dame de Chrétienté):
Promuovere la giustizia in questo caso consiste anche nel restituire un ritratto, per quanto necessariamente solo abbozzato, più rispettoso della vita di questo giovane, perché la sua fede non sia ridotta a caricatura, né la sua militanza politica a unica chiave di lettura. (Screenshot Radio-Canada Info - YouTube)










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