MUSICA
MUSICA
Bruno Mars come Sal Da Vinci, l’inno pop al matrimonio che conquista l’America
Se da noi ancora non si è spenta l’eco del trionfo di Sanremo “Per sempre sì”, oltreoceano si fa spazio una ballata destinata a diventare la colonna sonora di molte future cerimonie nuziali. E magari a spingerle
11 Marzo 2026 - 00:05
(Bruno Mars, YouTube)
Che il pop tornasse a cantare il matrimonio non era esattamente la previsione più scontata del nostro tempo. E invece sta accadendo. Se da noi il successo del brano di Sal Da Vinci a Sanremo ha mandato in tilt l’intellighenzia liberal – che vede come fumo negli occhi quel “Per sempre sì”, con tanto di stacchetto che mette in evidenza l’anello nuziale e la promessa davanti nientepopodimeno che a Dio – negli Stati Uniti sta succedendo qualcosa di molto simile, ma probabilmente di portata ben maggiore.
Protagonista è Bruno Mars, con la sua Risk It All, ovvero "Giocati tutto", una ballata romantica che racconta una storia semplice quanto ormai controcorrente: una coppia che decide di sposarsi e di affrontare insieme il tempo, le difficoltà, la vita, buttando il cuore oltre l'ostacolo. Non l’amore liquido e intermittente che domina da anni la narrativa pop, non la fluidità sentimentale, ma una promessa che guarda all’eternità.
C'è da dire che Mars ha già onorato l'antica arte di donarsi tutta la vita con il suo successo del 2010 "Marry you", diventato la colonna sonora di molte proposte di matrimonio, soprattutto quelle che corrono sui social, un brano vivace e orecchiabile diventato presto coreografia.
In questo caso si va anche oltre, nel videoclip, in cui domina l’estetica romantica e cinematografica, ci sono alcuni dettagli che non sono passati inosservati: la location è una chiesa disseminata di statue dei santi, con una Madonna in bella vista, inoltre nei primi istanti della clip si intravedono un rosario e la Medaglia Miracolosa. Ma poi è lo stesso Mars mostrarsi seduto fuori e dentro la chiesa mentre suona la chitarra portando al collo quella stessa medaglia insieme a un crocifisso. Un immaginario esplicitamente cattolico dentro un prodotto pop globale: decisamente fuori dal comune.
Naturalmente nessuno pensa che Bruno Mars stia facendo teologia. Ma il segnale culturale resta interessante: nel pieno di un’epoca che racconta soprattutto relazioni fragili e fluide, senza prospettiva sul futuro, arrivano non una ma due canzoni che mettono in musica matrimonio e fedeltà.
E se da noi, dopo Sanremo, il pubblico ha trasformato il ritornello di Per sempre sì in un coro collettivo – cantato in piazza e soprattutto sui social – con Risk It All si prevede qualcosa di simile.
To hold your hand and call you mine
I’m tryna be your man ’til the end of time
Oh, I’ll do anything, anything you ask me to
I would run through a fire
Just to be by your side
If your heart’s on the line
You could take mine
Per tenerti la mano e chiamarti mia
Cercherò di essere il tuo uomo fino alla fine dei tempi
Farò qualsiasi cosa, qualsiasi cosa mi chiederai
Correrei attraverso il fuoco
Solo per essere al tuo fianco
Se il tuo cuore è in gioco
Potresti prendere il mio.
Da Napoli a Hollywood, da Sanremo alle classifiche americane, sembra emergere lo stesso filo rosso: dopo anni di storie usa-e-getta e amori a tempo determinato, il pop ricomincia a flirtare con l’idea che l’amore possa durare. Addirittura in eterno. Forse è solo una coincidenza musicale.
Oppure è il segnale di qualcosa di più semplice e profondo: anche nella cultura più disincantata resta una nostalgia ostinata per l’amore vero, quello indissolubile. E se perfino il pop ricomincia a cantarlo, forse è la volta buona che si ricominci a sposarsi. (Screenshot Bruno Mars, YouTube)











Facebook
Twitter
Instagram
Youtube
Telegram