Sabato 04 Aprile 2026

Il fioretto di Fiorin

Solo il padre ci può salvare

Dai mondiali persi alla denatalità l'Italia non ce la fa: nella nostra vita pubblica abbiamo solamente bisogno del ritorno della figura paterna

Solo il padre ci può salvare

Freepik

Ecco a voi la decadenza di una nazione. Ce la illustrano, come in un album di figurine, gli eventi delle ultime settimane.
In primo luogo, siamo stati sbattuti fuori dai mondiali di calcio. Trattandosi della terza volta di fila, c’era da aspettarselo. Ma un Gattuso in lacrime, che venisse a dirci che i suoi ragazzi non lo meritavano “perché hanno giocato con il cuore”, quello proprio no. Sembrava una mamma che si lamenta della bocciatura del figlio.
Poco prima, c’era stato un referendum molto importante per la nostra democrazia. Il popolo sovrano lo ha rigettato, sedotto da un cumulo di bugie tanto imponente da farci entrare a pieno titolo nell'era della post-verità. Nel mondo dell’informazione c’è una disinvoltura – per usare un eufemismo – che sta continuando in questi giorni di guerra. Non si capiscono i doppi standard usati rispetto alla crisi in Ucraina, e ancor prima ai tempi della pandemia. Se ci pensate, negli scorsi anni siamo stati chiamati a sacrificare in silenzio le nostre libertà fondamentali, e poi a subire docilmente ogni sorta di rincaro. Adesso invece, pur di dare la colpa chi non piace alla gente che piace, dovremmo stracciarci le vesti solo per gli aumenti del gasolio.
E ancora, c’è stata l'Istat che ha certificato l’ulteriore crollo delle nascite e dei matrimoni. Non se ne è quasi parlato, perché ormai, per la nostra informazione non meno che per il governo, il fenomeno è diventato il classico elefante nella stanza.
Infine, c’è il fenomeno dei giovani fuori controllo. Fateci caso: quel che accomuna i ragazzi che accoltellano i professori, o addirittura progettano stragi, è l'essere cresciuti in nuclei familiari dove il padre era assente. È tutto qui quello che manca. Nella nostra vita pubblica, abbiamo solamente bisogno del ritorno del padre. Di colui che detta le regole, insegna ad assumersi le responsabilità, traccia i confini e conserva la memoria. Senza di lui, per chissà quanto tempo ancora, la Pasqua tarderà a venire.

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