nazionale
IN DIFESA DI GIOVANNI PAOLO II
Conferenza episcopale polacca: «Rispetto per San Giovanni Paolo II»
«Addolorati per i continui tentativi nella nostra patria di screditarlo», recita l'appello della Conferenza Episcopale Polacca, adottato durante la 403ª Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Polacca, tenutasi il 22 novembre di quest'anno a Jasna Góra.
27 Novembre 2025 - 00:05
San Papa Giovanni Paolo II | Imagoeconomica
«Ci riempiono di tristezza i continui tentativi di screditare l’autorità di San Giovanni Paolo II nel nostro Paese. Tali azioni sono ingiuste e offensive, soprattutto perché sono rivolte contro un uomo al quale non solo la Chiesa e la nostra nazione, ma anche il mondo intero devono così tanto» – si legge nell’appello dei vescovi polacchi riuniti all’Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Polacca, tenutasi il 22 novembre 2025. Un costume, quello di attaccare chi per definizione non può difendersi, che anche la cattolica Polonia ha fatto proprio ai danni di un uomo che ha fatto del bene non solo al suo paese, ma anche alla Chiesa e al mondo intero: Giovanni Paolo II. Come già ai tempi del comunismo anche oggi, sotto il governo Tusk, si attacca la figura di Papa Wojtyla per infangarne la grandezza. Trascinandolo in inchieste postume di dubbio valore, che però trovano ampia eco in emittenti e organi di stampa, c'è chi intende gettare ombre sulla sua grandezza allo scopo di screditare anche il suo ruolo politico oltre quello spirituale, così decisivo per le generazioni che l'hanno conosciuto.
Sotto il regime comunista l'allora vescovo di Cracovia, proprio perché temuto, era spesso nel mirino dei servizi segreti che creavano provocazioni allo scopo di screditarlo; dopo il crollo del muro di Berlino, al quale proprio Giovanni Paolo II ha inferto i colpi decisivi, le correnti anticlericali e progressiste hanno continuato a lavorare alacremente alla distruzione del "mito di Wojtyla". Su queste braci mai spente è stata gettata nuova benzina con recenti accuse di insabbiamento di casi de pedofilia da parte di sacerdoti del clero polacco. Il cardinal Wojtyla, dicono, sapeva e ha taciuto, limitandosi a spostare i sacerdoti implicati negli abusi in altre parrocchie e diocesi e senza avviare le doverose indagini. Le reazioni nella patria dell'amato Papa venuto dall'Est sono intense e dividono l'opinione pubblica. Le accuse che gli sono contestate sono contenute principalmente nel libro dal titolo eclatante "Mea maxima culpa. Giovanni Paolo II sapeva" del giornalista olandese Ekke Overbeek e rilanciate da TVN, emittente privata polacca dalla linea apertamente anticlericale. Le fonti dell'inchiesta-scandalo sarebbero documenti della polizia comunista che, a essere intellettualmente onesti e storicamente aderenti alla realtà dei fatti, non può essere considerata attendibile né tantomeno equa nei confronti di esponenti della chiesa cattolica, soprattutto se si tratta di figure di spicco.
I vescovi polacchi hanno per questo ritenuto doveroso alzare la voce per difendere la verità e la ricchezza che ancora scaturiscono dalla vita di san Giovanni Paolo II, non tanto per lui, che si trova al cospetto di Cristo stesso, quanto per quelli che rischiano di perdere il tesoro della sua testimonianza: «San Giovanni Paolo II è stato una voce potente per i poveri, i perseguitati, i discriminati, gli svantaggiati e gli schiavi. Grazie alla sua opera, molte nazioni hanno riconquistato la libertà e molte persone sono giunte alla fede in Cristo, hanno trovato un nuovo significato nella vita, hanno rafforzato la loro speranza e hanno trasformato la loro esistenza. Il suo pontificato ha contribuito in modo significativo alla caduta del comunismo e al ripristino dell'unità europea. Questo Papa ci ha ricordato che questa unità deve essere fondata sui valori cristiani per durare. Ha insegnato che la solidarietà umana, che ha definito come "l'uno per l'altro, non l'uno contro l'altro", è particolarmente necessaria per la sua salvaguardia. Ci vuole grande malizia per ignorare l'immensa ricchezza di bene che è scaturita dal suo instancabile e creativo lavoro sulla Cattedra di Pietro e dal suo contributo ai cambiamenti positivi in Polonia. Pertanto, i continui tentativi di minare la sua autorità nella nostra patria ci riempiono di dolore. Tali azioni sono ingiuste e dolorose, soprattutto perché sono rivolte contro un uomo a cui non solo la Chiesa e la nostra nazione, ma il mondo intero deve così tanto (...).»
Come credenti sappiamo che chi appartiene alla Chiesa trionfante è unito a noi ancora più profondamente di quando viveva la vita terrena e può agire a nostro favore con ancora più efficacia di quando si misurava con le angustie del mondo: san Giovanni Paolo II, prega per noi, per la tua amata Polonia e per quelli che ti accusano. Probabilmente in molti sanno quello che fanno, il che rende ancora più necessaria la tua potente intercessione. (Foto: Imagoeconomica)












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