Sabato 04 Aprile 2026

ASSASSINIO MISSIONARIE SAVERIANE

Suore uccise in Burundi nel 2014: tra i motivi anche un rito esoterico

Svolta nelle indagini, a Parma è stato arrestato un uomo coinvolto nel triplice omicidio delle tre missionarie saveriane. È un burundese vicino al generale Adolphe Nshimirimana, allora ai vertici della polizia segreta del Paese

MISSIONARIE, BURUNDI

Bernardetta Boggian, Olga Raschietti, Lucia Pulici, le tre suore italiane uccise in Burundi |ANSA

Un vero e proprio cold case internazionale, questo, che si è riaperto con una svolta inaspettata grazie alla coraggiosa inchiesta realizzata dalla giornalista freelance Giusy Baioni, autrice del libro Nel cuore dei misteri. Inchiesta sull'uccisione di tre missionarie nel Burundi delle impunità. Pubblicato nel 2022 e frutto di accurate ricerche iniziate immediatamente dopo l'assassinio delle tre missionarie saveriane e portate avanti in un contesto pericoloso, ha spinto la Procura di Parma, città natale delle tre vittime, a riaprire il caso. Siamo così arrivati all'arresto, ieri mattina, del cittadino burundese Guillaume Harushimana, 50 anni, gravemente indiziato per il triplice omicidio di suor Olga Raschietti (83 anni), suor Lucia Pulici 79) e suor Bernadetta Boggian (75) della congregazione delle Missionarie di Maria Saveriane, brutalmente uccise nel quartiere Kamenge di Bujumbura , sede della loro missione, il 7 e l'8 settembre del 2014.

Come riporta il comunicato della Procura della Repubblica di Parma, «le prime due furono uccise colpendole con un oggetto contundente e con un taglio alla gola nel pomeriggio del 7 settembre 2014, mentre la terza (che era fuori sede durante il primo delitto) fu decapitata la notte seguente, riponendone poi il capo reciso accanto al corpo.». La giornalista ha effettuato interviste e ricognizioni molto accurate sul campo, ricostruendo la complessa vicenda fino a scoprire il coinvolgimento della stessa polizia segreta burundese; il che spiega per esempio come mai sia potuto avvenire l'omicidio per decapitazione della terza religiosa sempre nello stesso luogo, il giorno dopo l'assassinio delle altre due consorelle, sotto gli occhi nient'affatto vigili delle forze dell'ordine messe a presidiare la missione. Dal quadro investigativo «è emerso un clima di vero e proprio terrore che si viveva in Burundi, collegato alla circostanza che i protagonisti della vicenda sarebbero tutti a vario titolo collegabili alla Polizia segreta del Burundi, dalle cui fila sarebbero provenuti ideatori, organizzatori, esecutori del triplice omicidio.»  Oltre alla altrimenti inspiegabile libertà per gli assassini di perpetrare il terzo omicidio, si annovera l'arresto di un malato psichico del quartiere scelto come facile capro espiatorio, l'incendio della sede di una emittente radiofonica colpevole di aver trasmesso un'intervista di due autodenunciatisi complici, l'uccisione di diverse persone coinvolte, tra cui il mandante, il generale Adolphe Nshimirimana e molti altri potenziali testimoni dell'accaduto.

IPOTESI SUL MOVENTE: IL SACRIFICIO PROPIZIATORIO

Ideatori, organizzatori ed esecutori materiali degli omicidi sarebbero dunque tutti legati alla Polizia segreta del Burundi. Tra di essi pare sia stato proprio il generale capo della stessa polizia, il generale Nshimirimana, a dare l'ordine di uccidere le tre suore. Ma il movente? Oltre alle dichiarazioni del generale che parlava di una sorta di punizione per il loro rifiuto di prestare assistenza sanitaria alle milizie, emerge un'altra ipotesi, più inquietante e probabilmente anche assai più credibile (quali suore, quali cristiani in genere, se sono tali, si rifiuterebbero di curare un ferito per la sua appartenenza politica o ideologica?): la triplice esecuzione delle tre religiose saveriane avrebbe «un movente di tipo esoterico-sacrificale, poiché il Generale Nshimirimana avrebbe chiesto un rito propiziatorio (pratica diffusa in certa cultura burundese) come buon auspicio per la sua candidatura a Presidente della Repubblica (ciò potrebbe spiegare anche le modalità esecutive brutali dell’omicidio».

Il Burundi, come altri paesi della regione dei laghi africani, mantiene un sostrato religioso di tipo animista, spesso parallelo a cristianesimo e islamismo, perché più antico e ancestrale e prevede pratiche sacrificali perché gli spiriti diano pioggia, guarigione, ricchezze. Non è dunque da escludere che lo scopo di queste uccisioni sia stato proprio quello di accontentare o quietare uno spirito affinché questi ripagasse con un successo politico. Lo dichiarava anche un'altra consacrata saveriana, suor Teresina Caffi, che ha affermato, come si legge su Avvenire«Da allora (dall'incendio della radio che aveva trasmesso le testimonianze di due complici, Ndr) sono emerse ragioni di varia natura che avrebbero portato a quello che, per la modalità di esecuzione e l’identità delle vittime, pare un atto satanico propiziatorio per guadagnare potere».

IL PRINCIPE DI QUESTO MONDO STA PER ESSERE CACCIATO

Che fossero donne consacrate della Chiesa cattolica, dunque, non sarebbe un dettaglio trascurabile, ma un attributo decisivo per chi avrebbe commissionato la strage. È sicuramente importante che le indagini facciano il loro corso e che i colpevoli siano assicurati alla giustizia, ed è senza dubbio encomiabile il lavoro svolto dalla giornalista Giusy Baioni; ma dal punto di vista della fede è altrettanto importante considerare il valore supremo di quello che potrebbe essere considerato un martirio secondo la visione cristiana. Uccise secondo logiche pagane, hanno invece visto la loro morte entrare nella logica del tutto nuova e definitiva del sacrificio di Cristo, quello che è venuto a portare la vita in abbondanza offrendo Sè stesso per la salvezza di molti. Dopo la passione di Cristo nessun sacrificio è mai più lo stesso perché il solo sacrificio davvero gradito a Dio è il sangue versato dall'Innocente venuto a spezzare la catena del peccato e a invertire per sempre il movimento tra creatura e Creatore: è Lui che si è vestito di noi e ha fatto nuove tutte le cose.

Nemmeno un triplice omicidio compiuto da poveri, forse ignari peccatori che lo hanno offerto al principe decaduto di questo mondo, satana, sfugge alla Sua misericordia. Nella lotta continua - ma non senza fine - tra il Bene e il male a cui assistiamo anche oggi, il sacrificio dei giusti, uniti al solo Giusto, continua a riversare misteriosamente benefici a favore di tutti, soffocando il male che ruggisce e spaventa, ma che ha già perso la battaglia, e lo sa. La morte di queste anziane religiose dunque non mostra solo il lato oscuro e raccapricciante della crudeltà umana e della malizia spirituale del Maligno, ma apre uno squarcio di luce sulla bellezza paradossale dell'amore cristiano, unica notizia degna di restare in prima pagina fino alla fine della storia.

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