lutto
Chiesa
Hong Kong, ondata di conversioni. A Pasqua 2.500 battesimi
Molti giovani e adulti stanno scoprendo la fede cristiana e chiedono liberamente di entrare a far parte della Chiesa cattolica
17 Marzo 2026 - 00:15
(Ansa)
Sarà una Pasqua molto speciale, la prossima, per la comunità cattolica di Hong Kong. Sì, perché saranno celebrati 2.500 battesimi: 900 di bambini e ben 1.600 di adulti. Un numero molto alto e che, se da un lato è simile a quello dello scorso anno, dall’altro non può non colpire, in quanto segno tangibile della vitalità missionaria della Chiesa in una regione caratterizzata da sfide culturali e politiche decisamente complesse, che non di rado sconfinano nella persecuzione. Basti pensare alla vicenda del cattolico Jimmy Lai, magnate dei media di Hong Kong appunto, che lo scorso febbraio è stato condannato dal regime a 20 anni di carcere.
Ma torniamo all’ondata di nuovi battesimi prevista per la Pasqua a Hong Kong, ondata alimentata in gran parte dai molti giovani catecumeni che hanno scelto di chiedere il sacramento del battesimo. Costoro si sono avvicinati alla fede cattolica per tante ragioni, ma principalmente in seguito ad esperienze maturate nel contesto scolastico. Così per esempio è stato per il catecumeno Lo Hoi-nok, studente della St. Anthony’s School il quale, riferisce l’agenzia Fides, ha affermato che la sua vocazione cristiana è stata appunto ispirata dalla formazione e dai pellegrinaggi organizzati dal suo istituto. Analogamente, la catecumena Chen Qiutong ha detto di aver chiesto il battesimo dopo essersi imbattuta nelle iniziative della pastorale universitaria.
«Ricevere il Battesimo significa accogliere ‘acqua viva’ che è Cristo», ha sottolineato il cardinal Stephen Chow Sau-yan, vescovo della diocesi di Hong Kong, rivolgendosi appunto ai catecumeni in occasione del rito dello scrutinio, aggiungendo che «è solo l’inizio della vita di fede. Avete bisogno di entrare nel rapporto più profondo con la Chiesa». Parole di indubitabile verità, che tuttavia nulla tolgono all’eccezionalità di ondate di conversioni di giovani che, peraltro in un contesto culturale ma soprattutto politico non certo favorevole, decidono di abbracciare la fede cattolica. Basti pensare che già nel febbraio 2024 un rapporto sulla libertà religiosa a Hong Kong metteva in luce come essa si stesse «deteriorando». Ebbene, due anni dopo la situazione non pare affatto migliorata, anzi.
Va anche detto, come dimostrano specifiche indagini sociologiche, che c’è purtroppo anche chi si allontana dalla fede. Tuttavia, questo non fermerà i 1.600 adulti che a Pasqua entreranno nella comunità cattolica di Hong Kong. Ed è difficile, considerando il poc’anzi ricordato contesto, non leggere tutto questo, anzitutto, come un segnale di speranza. Non solo: questo rappresenta indubbiamente anche una lezione per tutti quei cattolici che, in Occidente, vivono la loro fede in modo tiepido, stanco, quasi inerziale; come se professare un credo e praticarlo fosse qualcosa di scontato. Ecco, rispetto a questa diffusa e crescente pigrizia spirituale, senza dubbio la comunità cattolica che vive sotto il regime cinese avrebbe molto da insegnare e, soprattutto, da testimoniare.









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