Eccoci nuovamente giunti al tempo di Quaresima, tempo favorevole che ci richiama ogni anno, come una sorta di ritiro spirituale, a esaminare il nostro cuore per renderlo più gradito a quello Sacratissimo di Gesù.
Quaranta giorni, dunque, di raccoglimento e soprattutto di preghiera come espiazione delle colpe commesse, per essere più forti nella lotta contro il demonio e la carne.
Lo vediamo nella prima lettura di oggi quanto sia necessario essere attenti alle tentazioni del diavolo. Egli induce Eva alla caduta nella quale finisce anche Adamo. Come è vero che il male tira altro male. Quanto dolore e morte dopo la caduta dei progenitori.
“O felix culpa”. “O felice colpa” ci farà cantare il Preconio Pasquale durante la Veglia. San Paolo, nella sua Lettera ai Romani ci fa comprendere molto bene queste parole affermando: “Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm 5,19). Gesù, novello Adamo, con la Sua morte in Croce ha riparato alla originale disobbedienza.
Purtroppo, le conseguenze di quest’ultima sono e saranno ancora presenti nel mondo. Il Diavolo continua a tentarci con le sue lusinghe, ecco perché il Signore stesso si sottopone, per amore nostro, a essere tentato, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti. Egli vuole offrirci un insegnamento perché non ci colga mai lo scoraggiamento.
Affidiamoci dunque, a Cristo e a Maria Santissima perché, sempre e soprattutto in questo tempo, ci sostengano e sul loro esempio combattiamo, senza paura, con le armi della mortificazione e della preghiera!
È Dio che ci chiama, non rimaniamo sordi alla Sua divina Grazia, ma umiliandoci domandiamo al Signore di donarci la sua meravigliosa e affettuosa obbedienza all’Altissimo.