LA PAROLA DEL GIORNO
LA PAROLA DEL GIORNO
Il dubbio non è la fine: Tommaso e la ragione della fede
La predica corta della domenica, in aprile l'omelia di don Luca Bernardi.
12 Aprile 2026 - 00:05
Quanti stimoli in questa stupenda domenica di Ottava Pasquale: nel Vangelo appare Gesù, come abbiamo potuto ascoltare in questa settimana, e mostrandosi Cristo suscita emozioni contraddittorie: gioia, paura, incredulità e poi il caso più lampante è quello di Tommaso Didimo: il dubbio. Egli non si fida dei suoi amici, di coloro che con lui avevano vissuto cose incredibili, esattamente come i suoi compagni non credono a Maria Maddalena, ai discepoli di Emmaus, a tutti coloro che hanno assistito all'evento straordinario. C'è voluto Cristo per far cadere la loro paura e la loro incredulità. Tommaso rappresenta qualunque uomo che nel corso della sua vita debba fare i conti con il dubbio. (Ratzinger nel suo stupendo libro "Introduzione al cristianesimo" lo diceva benissimo circa 60 anni fa)
Ora Tommaso ha visto Cristo e quindi il dubbio per forza doveva cedere, col mettere le sue mani nella carne risorta. Noi d'altro canto siamo in questo 2026 e non abbiamo avuto quella Grazia. Cosa ci aiuta oggi? Ebbene ce lo dicono gli stessi Atti degli apostoli: stavano insieme gli uni con gli altri facendosi compagnia, ascoltavano quei testimoni che Cristo l'avevano visto risorto, pregavano per ottenere quella fede per capire quegli stessi insegnamenti e infine spezzavano il pane cioè celebravano la messa: l'evento sacramentale della Presenza di Dio e dei fratelli. Questo dobbiamo fare pure noi per sentire vibrare la Risurrezione oggi: stare con quelle persone che credono in lui!
Siano essi amici, o siano grandi testimoni, come Vittorio Messori, un grande esempio di testimonianza e fede. Fedele testimone di quella Chiesa di Roma attorno alla quale Cristo ci vuole, pur con tutte le difficoltà che affronta, egli ha sempre sostenuto con forza la ragionevolezza della fede nel contesto odierno, facilitando tanto il lavoro di grandi uomini di Chiesa. Non possiamo slegare la nostra fede, il nostro pregare dalla presenza di altri come noi, per sostenerci, per confortare la nostra fede e affrontare le sfide di oggi che ci pongono il dubbio su ogni cosa: sulla fede, sulla famiglia, sulla società, finanche sulla nostra identità. La più grande misericordia di Dio è dimostrata perfettamente in tutta questa compagnia chiamata Chiesa!










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