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Chiesa
«Il viaggio di Leone XIV in Spagna costa 15 milioni». Ma i benefici (anche economici) saranno ben di più
Da sempre le visite papali rappresentano una preziosa occasione per i Paesi ospitanti. Però alcuni sembrano esserselo dimenticato
11 Aprile 2026 - 00:10
(Imagoeconomica)
È sempre così. Come le bugie, le polemiche anticlericali hanno le gambe corte. All’inizio impressionano e colpiscono, ma presto puntualmente si sgonfiano smentite da una nemica implacabile e ostinata: la realtà dei fatti. Un destino che sembra attendere pure l’attacco vibrato alla stampa a Papa Leone XIV reo, ci si vorrebbe far credere, di far spendere un sacco di quattrini pubblici con la sua prossima visita in Spagna. Riportiamo al riguardo quanto, velenosamente, ha scritto il “Fatto Quotidiano”: «La prima cosa che conosciamo del viaggio apostolico in Spagna il prossimo 6 giugno è il costo della missione. Ben quindici milioni di euro, spiegano gli organizzatori, senza l’ombra di un imbarazzo». Perché mai il costo inevitabile di una visita papale dovrebbe costituire un «imbarazzo», beh, resta un mistero.
Sì, perché lo stesso articolo riporta che «nella conferenza stampa organizzata nella sede della Conferenza episcopale spagnola, i due organizzatori (manager?) hanno anche voluto indicare il valore, diciamo così, dell’impatto economico che il viaggio papale produrrà: cento milioni di euro». Quel «diciamo così» lascia intendere che l’articolista, Antonello Caporale, in fondo non creda a questo impatto economico. Peccato, perché da anni abbiamo evidenze del fatto che i viaggi papali costituiscono – non solo spiritualmente – una opportunità per i Paesi ospitanti. A dirlo, non sono fonti cattoliche ma studi, indagini, ricerche, qualcosa cioè che – in teoria, almeno - dovrebbe stimolare qualche autocritica anche a chi vede nel viaggio di Papa Prevost in Spagna una spesa eccessiva.
Possiamo iniziare, a questo proposito, con il ricordare le 56 pagine di Putting countries on the map? Pastoral visits of John Paul II and international trade, un paper pubblicato nel 2025 e frutto del lavoro dell’economista Alexander Popov per conto della Banca Centrale Europea. Ebbene, secondo questa indagine i Paesi che hanno ricevuto una visita pastorale papale hanno avuto dei benefici economici significativi; in particolare in termini di aumento delle esportazioni bilaterali verso partner commerciali con un'elevata quota di cattolici. Oscillazioni positive sono state rilevate anche in termini di aumento di esportazioni aggregate, con alla fine un impatto positivo pro capite e sul Pil.
Va detto che questi benefici, in quel paper, risultavano legati soprattutto ai Paesi in via di sviluppo; ma abbiamo anche altri riscontri su nazioni occidentali. Per esempio, uno studio del 2014 uscito sulla rivista scientifica Tourism Economics e volto a verificare l'impatto economico regionale dei viaggi papali con riferimento, in quel caso, alla visita a Santiago de Compostela nel novembre 2010. Ebbene, quella ricerca aveva portato i suoi autori a concludere - con riferimento appunto a quella visita a suo tempo compiuta da Papa Benedetto XVI - che «gli effetti netti» erano risultati «chiaramente positivi in termini di stimolo all'attività economica regionale e promozione del turismo». Ma degli effetti «chiaramente positivi in termini di stimolo all'attività economica regionale e promozione del turismo» chi oggi polemizza con Leone XIV, a quanto pare, non ha mai sentito parlare.
Tutto questo è strano, anche perché i sostanziosi benefici economici delle visite papali sono stati oggetto di studi e attenzioni perfino al di fuori del Continente europeo. Per esempio, in occasione d’una visita papale in Corea del 2014, l'Istituto di Ricerca Hyundai di Seul aveva stimato l'impatto economico della presenza di Papa Francesco in un aumento della spesa interna di 500 miliardi di won – pari circa 491 milioni di dollari. Non è finita. Le visite papali sembrano essere anche pacificatrici dei conflitti politici interni del Paese ospitante riducendone «il rischio», come ha rilevato un’indagine pubblicata nel 2021 su Études et Documents che aveva considerato gli oltre 100 viaggi di Giovanni Paolo II dal 1978 al 2005.
Infine, i viaggi papali possono comportare anche sostanziosi benefici…demografici; il che dovrebbe stare particolarmente a cuore in una Spagna dove nascono meno di 1,2 figli per donna e che quindi di combattere la denatalità ha, a dir poco, un disperato bisogno. A questo proposito, possiamo ricordare come uno studio realizzato nel 2025 dall’Università di Notre Dame – studio di cui avevo dato notizia appena dopo la pubblicazione sulle pagine del mensile il Timone (qui per abbonarsi) all’interno della rubrica La fede ha ragione - avesse provato a indagare gli effetti delle visite papali sempre di Papa Wojtyła sui valori familiari durante le sue visite pastorali in America Latina.
Ebbene, i ricercatori sono riusciti a rilevare una correlazione tra quelle visite papali e un incremento delle nascite compreso tra 220.000 e 251.000 nuovi nati; non esattamente un aumento trascurabile. Se ne deve dunque concludere – davanti ad una mole solida di riscontri oggettivi - come i viaggi papali abbiano sì (ci mancherebbe) una valenza anzitutto e soprattutto religiosa e spirituale, ma non solo. Fanno bene all’economia, alla società e alla natalità. Pertanto chi se la prende con i costi della visita di Papa Leone XIV in Spagna ha senza dubbio una sicura propensione alla polemica, ma non altrettanta per la valutazione della realtà. Che, come sempre succede, racconta un’altra storia rispetto a quella di chi non fa altro che rilanciare slogan e fissarsi su un singolo aspetto di un argomento, senza riuscire a valutarlo nel suo insieme.











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