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CHIESA USA
Nebraska, processione eucaristica davanti al centro Planned Parenthood
Il vescovo James Conley di Lincoln, ha guidato i fedeli in una processione eucaristica e nella Via Crucis all'esterno di un centro per aborti
10 Aprile 2026 - 12:15
Monsignor James Conley|X
Per il vescovo della diocesi di Lincoln, in Nebraska, monsignor James Conley è una tradizione consolidata, così come per i fedeli della sua comunità: pregare in particolare durante la Settimana Santa per contrastare il grande male dell'aborto. Lo fa perché Dio stesso tocchi il cuore delle persone, perché quanti praticano l'aborto e lo promuovono a vari livelli si convertano e per impetrare misericordia su tutte le persone coinvolte: dal bambino innocente, alle madri, ai medici e operatori, a quanti inducono ad abortire o omettono di aiutare le donne in difficoltà. Ai padri che, non così di rado, sono esclusi dalla decisione e vengono privati della gioia di un figlio.
Due sono stati i momenti significativi di preghiera: la processione eucaristica, che si è svolta il martedì della Settimana Santa, il 30 marzo intorno alle ore 14, e ha visto il vescovo camminare portando il Santissimo nell'ostensorio. Con i fedeli coinvolti ha percorso il perimetro intorno alla clinica Planned Parenthood della città con canti e preghiera silenziosa; nelle immagini si vede an che la presenza di una immagine della Madonna di Guadalupe, devozione particolarmente legata alla difesa della vita nascente e fortemente sentita in tutte le Americhe. L'intenzione della preghiera è chiedere a Dio la fine dell'aborto e la protezione della vita nascente, vittima innocente della pratica abortiva.
Grateful to all who joined our Eucharistic Procession outside Planned Parenthood yesterday in Lincoln. I invite you to join me at noon this Friday, Good Friday, to pray the Stations of the Cross. Parking is available at Cornerstone Christian Church, 4849 Old Cheney Road.
— James D Conley (@bishop_conley) April 1, 2026
Thank… pic.twitter.com/EniYROGUCD
Il secondo momento di preghiera per combattere l'aborto e difendere la vita è stato durante la Via Crucis del Venerdì Santo: il 3 aprile - come riporta anche il blog cattolico Le salon beige, il vescovo «ha anche guidato i fedeli cattolici nella preghiera della Via Crucis davanti al Lincoln Family Planning Center. Recitare la Via Crucis davanti a questa clinica per l'aborto è una tradizione di lunga data a Lincoln». L'impegno del vescovo Conley a difesa del diritto alla vita è noto e costante: nel 2018 ha partecipato alla "Crociata del Rosario" presso l'Università del Nebraska-Lincoln durante la quale ben 4000 fedeli hanno pregato pubblicamente il santo Rosario, «potente arma che può aiutare a riportare Dio nella famiglia e nella nostra società», aveva commentato sua Eminenza durante l'incontro.
Il Nebraska è uno degli stati Usa con le maggiori restrizioni in termini di accesso all'aborto: è consentito entro le 12 settimane con eccezione per i casi incesto, stupro o rischio grave per la madre. Ha suscitato molto scalpore - e comprensibilmente - il caso di una ragazza di 17 anni che avrebbe abortito chimicamente un figlio di 29 settimane, aiutata dalla madre. La vicenda, che riporta anche EWTN news, è emersa analizzando i messaggi privati scambiati tra madre e figlia attraverso Facebook. La ragazza sempre con la complicità della madre avrebbe cercato di "cancellare le prove" bruciando i resti del piccolo.
L'età gestazionale avanzata dà sicuramente una percezione maggiore della gravità dell'atto che però rimane immutato anche quando la soppressione di una vita innocente avviene in asettici ambulatori, con strumenti sterilizzati e rapida aspirazione dei pezzi smembrati del feto. Non a caso l'ex sostenitrice dell'aborto come libera scelta, Abby Johnson, raccontata dal film Unplanned, si è convertita alla causa della vita, e anche alla fede, assistendo suo malgrado alla realtà della pratica abortiva che prima sosteneva convintamente come esercizio di libertà delle donne.
Monsignor Conley ha mostrato in molte altre occasioni fermezza e lucidità nel promuovere la verità e difendere la vita anche quando, all'interno della Chiesa, altri pastori si sono invece mostrati ingiustamente indulgenti con personalità pubbliche in stato di peccato manifesto, proprio come devoti sostenitori dell'aborto: eclatante il caso del cardiale Cupich intenzionato a premiare il senatore dem Durbin, sostenitore dell'aborto e dei cosiddetti diritti LGBT. In quel caso, Conley si era schierato apertamente a difesa di monsignor Paprocki e altri confratelli che condannavano come inaccettabile la decisione (Foto James Conley|X)














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