Domenica 30 Novembre 2025

IL VANGELO DELLA GIORNO

Il ladro divino che viene per rivestirci di luce

La predica corta della domenica, in novembre l'omelia di Padre Adolfo Scandurra

Il ladro divino che viene per rivestirci di luce

I DOMENICA DI AVVENTO - ANNO A

Ricomincia il ciclo sacro dell’anno liturgico. Il Capodanno cristiano comincia dalla fine (del mondo), cioè dalla meta verso cui siamo diretti. La Parola di Dio, pedagogicamente, ci indica questa meta usando parole forti e immagini inquietanti per scuoterci dal torpore esistenziale.

Viviamo in una bolla di illusione, portando avanti le nostre cose come se fossimo eterni, come se fossimo l’oste che fa i conti, il Padrone: “nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti”.

A rompere l’incanto verrà il Signore come un ladro, quando meno te lo aspetti. Sembra veramente antipatico, sgradevole, a dir poco … Vi racconto un episodio increscioso e indimenticabile della mia vita, che mi riporto alla memoria per capire questo passo del vangelo. Una notte, tornando in convento, nel corridoio immenso e semibuio, ho infilato, con spavalderia, la porta della cella di un confratello, convinto che fosse la mia. Quando ci siamo resi conto di quanto stava accadendo, siamo esplosi entrambi in un urlo di stupore e di paura. Io ho pensato: “chi c’è nel mio letto???”, il confratello ha pensato: “Chi entra a quest’ora e in questo modo nella mia stanza???”. Chiarito l’equivoco con le relative scuse, sono andato a dormire.

Chi veramente è l’invaso e chi è l’invasore? La notte, il blackout della consapevolezza, genera l’equivoco: pensiamo che la realtà, la vita, il mondo siano un nostro possesso, una nostra proprietà quindi siamo portati a percepire il Signore che viene come un ladro, un invasore, un diluvio. In realtà è Lui il Padrone che viene a prendere possesso delle sue cose, per rimetterle in ordine, rigenerandole con il Suo amore.

Come abbiamo visto domenica scorsa, la signoria di Gesù Cristo è stata restaurata dal supremo gesto di carità della storia umana: il Figlio di Dio che muore in croce per noi. Da questo gesto si irradia la luce che dissipa la notte della paura e dell’ansia, il delirio di onnipotenza che ci rende insensibili agli altri. È un diluvio di grazia, che ci attira a vivere “onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie”, è il battesimo nel Figlio che ci rigenera.

Il ladro divino non viene per spogliarci ma per rivestirci di una veste candida di luce, di un’esistenza nuova: “Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo!”. Allora perché temere che venga a prenderci per portarci via mentre siamo nel campo o a macinare alla mola? Gesù viene senza sosta nel fluire dell’esistenza: tra la prima venuta della Sua nascita e la seconda del giudizio finale, ce n’è una terza, la più furtiva: quella di tutti i giorni, dell’imprevisto che ti mette alla prova, della presenza dell’altro da te. Si comincia da questa terza venuta per vivere con realismo e gioia la prima e la seconda.

Accogliamo l’invito del profeta Isaia: “Venite, camminiamo nella luce del Signore!”. Buon Avvento a tutti!

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