800 milioni di dollari per il gender. Li spendeva l’Usaid che Trump vuole azzerare
L’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale, mascherata da ente benefico, foraggiava i soliti programmi per superare “l’eteronormatività”. Ed è scattata la prevedibile indignazione collettiva
Ancora storditi dalla raffica di ordini esecutivi che il neo presidente americano ha firmato nei primi venti giorni del suo mandato, molti dei quali sviluppano il programma annunciato durante il discorso di insediamento, quando Donald Trump - cui è dedicata la copertina del numero di febbraio della nostra rivista (qui per abbonarsi) - ha ribadito che l’amministrazione in carica avrebbe riconosciuto solo i due sessi esistenti, maschio e femmina, i detrattori del leader della Casa Bianca ora sono sul piede di guerra per l’annunciato smantellamento dell’Agenzia per lo sviluppo Internazionale, che sulla carta fornisce aiuti umanitari e assistenza per lo sviluppo in diversi Paesi del mondo.
In realtà già prima che l’amministrazione Trump annunciasse l’intenzione di voler ridurre gli impiegati dell’agenzia da diecimila a circa trecento, ponendola sotto il controllo diretto del Dipartimento di stato, era stato un memorandum interno dell’Ufficio dell’Ispettore Generale a confermare che l’agenzia gestiva il suo budget – oltre 46 miliardi di dollari – in modo poco trasparente e con un una serie di sprechi
Secondo il testo, pubblicato a fine gennaio, l’agenzia avrebbe generato “vulnerabilità significative” distribuendo fondi pubblici senza garantire che questi non finissero nelle mani di organizzazioni terroristiche o soggetti coinvolti in frodi, mancherebbe quindi un’adeguata verifica sui destinatari finali dei fondi, anche a causa di una certa resistenza delle Nazioni Unite e delle Ong straniere a condividere informazioni su potenziali illeciti. Ad esempio, riporta Roberto Vivaldelli su Insideover, un caso emblematico riguarderebbe la Siria, dove aiuti alimentari Usaid sarebbero stati deviati a favore di Hay’at Tahrir al-Sham, l’ex diramazione siriana di al-Qaeda, oggi al potere con Al Julani.
Sul suo social Truth, Trump ha ribadito di voler chiudere un’agenzia che si è resa responsabile di frodi di varia natura, sprechi di fiumi di denaro, finanziamenti più o meno espliciti al partito democratico. Ma non è tutto. La neo portavoce della Casa Bianca, Karolin Leavitt ha dato qualche numero, riferendo che oltre un milione e mezzo di dollari sono andati per finanziare i soliti progetti “in inclusione” in Serbia, 70mila dollari per lo stesso scopo sono stati stanziati in Irlanda, 47mila dollari sono andati a finanziare un’opera di propaganda trans in Colombia e 32mila per un fumetto transgender finanziato in Perù. Un'agenzia a servizio della fluidità insomma.
Ma non è tutto, la testata The Federalist ha analizzato una serie di documenti secondo cui l’Usaid ha di fatto sovvenzionato per donare quasi 800 milioni di dollari a un gruppo che ha lo scopo di superare l’eteronormatività. Parallelamente l’Agenzia supportava una piattaforma con lo scopo dichiarato di “contrastare la disinformazione”, che ancora una volta aveva lo scopo di censurare testate e realtà non allineate soprattutto sui temi Lgbt, colpevoli di voler escludere chi non si riconosceva nel binarismo di genere. In particolare il programma prevedeva la rimozione delle disuguaglianze sistemiche e delle norme discriminatorie in tutto il mondo. Per farlo, con diversi mezzi ci si proponeva di smantellare quelli che venivano definiti sistemi di discriminazione, utilizzando l’azione collettiva per influenzare e dirigere processi politici. Dunque censurare le solite opinioni impopolari.
Forse anche per questo in tanti oggi si indignano con il Presidente americano, non sopportano che abbia avviato quella che ha chiamato Rivoluzione del buon senso. (Fonte foto: Pexels.com)
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