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NEWS 13 aprile 2018    
Beato Rivi, la figlia dell’assassino chiede perdono

Un gesto di riconciliazione che ha del clamoroso e dello storico. E’ quello annunciato dal vescovo della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla Massimo Camisasca per domenica. A 73 anni da quei fatti arriva una parola di riconciliazione decisiva sul caso del beato Rolando Rivi, il seminarista martire ucciso nel Triangolo rosso dai partigiani della Brigata Garibaldi. La figlia dell’assassino di Rolando, Giuseppe Corghi, che per quel delitto fece dieci anni di galera, ha chiesto ed ottenuto un gesto di riconciliazione con i famigliari di Rolando, che si svolgerà domenica 15 aprile nella Pieve di San Valentino in provincia di Reggio Emilia. 

E’ qui che Rolando venne prelevato il 10 aprile del 1945, probabilmente tratto in inganno da persone che conosceva e di cui si fidava, per poi essere trovato cadavere dal padre e dal suo curato, tre giorni dopo in una località dell’appennino modenese, dove di stanza operava il distaccamento Frittelli, affiliato alla Brigata Garibaldi.

Di quel distaccamento Corghi era il commissario politico mentre il comandante era Delciso Rioli. Entrambi, a guerra finita furono condannati per quel delitto anche se poi indultati e poterono riparare in Cecoslovacchia alcuni anni per fare ritorno in Italia dove ripresero una nuova vita, sposandosi ed avendo dei figli.

Ecco, l’evento di domenica riguarderà proprio i figli. In particolare la figlia di Corghi, della quale non si è mai saputo nulla. Lei, Meris Corghi racconterà la sua storia e di come è venuta a sapere della storia del padre soltanto recentemente, quando Corghi era già morto da tempo.

Fu la zia, soltanto alcuni anni fa, a confidarle in punto di morte che il seminarista appena beatificato era stato ucciso proprio dal padre. La donna ha così intrapreso un difficile cammino che l’ha portata a conoscere la verità e oggi a chiedere un gesto di riconciliazione con i famigliari di Rolando Rivi.

Anche la storia della figlia dell’altro partigiano coinvolto, Delciso Rioli, Eva, è simile a questa. Nel 2013 seppe dal giornalista Andrea Zambrano, che indagava sul contesto storico nel quale maturò il delitto e il cui lavoro culminò nel libro Rolando Maria Rivi, il martire bambino, che il delitto per il quale il padre in gioventù scontò diversi anni di prigione era proprio quello legato al seminarista. La donna disse di avere sempre avuto dei vaghi sentori dai ricordi di famiglia, ma non volle mai affrontare la questione fino a quel momento.

Con la riconciliazione della signora Corghi, che domenica per la prima volta racconterà la sua storia, la vicenda del beato martire si inserisce davvero come una storia di grazia e di perdono, della vita che vince sulla morte


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