Venerdì 17 Aprile 2026

Fatima "spiega" il secolo XX

   
  Il messaggio di Fatima certifica la “filosofia della storia” del Magistero della Chiesa che riprende sant'Agostino. Nel mondo si scontrano due “città”: quella di Dio e quella dell'uomo. Quando trionfa la seconda, diventa una città contro l'uomo.
 
La vita storica è per l’uomo il tempo utile per meritare e per costruire responsabilmente la propria vita eterna; così, posto che l'uomo è un “essere vivente sociale”, la vita delle società è una delle condizioni principali grazie alle quali l'uomo persegue il proprio fine naturale e soprannaturale. Di qui l'importanza della storia della società come un modo d'accostamento alla conoscenza dell'uomo stesso - “Dimmi che cos'hai fatto e ti dirò chi sei” -nonché alla conoscenza di qualche tratto del piano di Dio sul mondo e sul tempo, cioè della Provvidenza. “La storia del genere umano, delineata dalla Sacra Scrittura, anche dopo la caduta nel peccato è una storia di realizzazioni continue, che, sempre rimesse in questione e in pericolo dal peccato, si ripetono alla vocazione divina, assegnata sin dal principio all'uomo e alla donna (Geo. 1,26) e impressa nell'immagine, da loro ricevuta”. Così Papa Giovanni Paolo II - nell'enciclica Sollicitudo rei socialis, del 1987 - conferma l'indicazione preferenziale del Magistero della Chiesa cattolica per sant'Agostino e per la sua “filosofia della storia”, che il vescovo d'Ippona, nel libro XIV de La città di Dio, sintetizza in questi termini: “Due amori hanno costruito due città: l'amore di sé spinto fino al disprezzo di Dio ha costruito la città terrena, l'amore di Dio spinto fino al disprezzo di sé la città celeste”. Sulla base di questa prospettiva - versione “sociale” delle “due porte” o delle “due vie” evangeliche (cfr. Mt 7,13-14; e Le 13, 24) - sempre il Pontefice regnante - nell'enciclica Dominum et vivificantem del 1986 - sostiene che, “da un lato, come si esprime sant'Agostino, c'è /'“amore di sé fino al disprezzo di Dio”; dall'altro, c'è l’“amore di Dio fino al disprezzo di sé” [...] la Chiesa di continuo innalza la sua preghiera e presta il suo servizio, perché la storia delle coscienze e la storia delle società nella grande famiglia umana non si abbassino verso il polo del peccato col rifiuto dei comandamenti divini “fino al disprezzo di Dio”, ma piuttosto si elevino verso l'amore, in cui si rivela lo Spirito che da la vita”. Dunque, gli uomini costruiscono nel tempo Città più o meno dissimili dalla Città di Dio e quando la dissimiglianza si fa diametrale, per cosi dire e nella misura del possibile infatti l'immagine e la somiglianza di Dio non sono radicalmente cancellabili nell'uomo quando la Città degli Uomini è ampiamente assimilabile alla Città del Demonio, la vita in essa si fa invivibile, lo stesso vivere in questa città diventa un castigo. Proprio in relazione al segreto di Fatima - in genere in relazione a rivelazioni private - si è talora pensato che si trattasse in esso dell'annuncio di castighi misteriosi e soprannaturali, miracolosi, dimenticando - ma l'ha ricordato Papa Giovanni Paolo II nel discorso ai giovani al Parc-des-Princes, in Francia, nel 1980 che una città costruita senza Dio quando non contro Dio è destinata a rivelarsi necessariamente una città contro l'uomo. Nel 2000, nel messaggio di Papa Giovanni Paolo II al card. Antonio Maria Javierre Ortas in occasione di un convegno per il 1200° anniversario dell'incoronazione imperiale di Carlo Magno nella notte di Natale dell'anno 800, si legge: “La grande figura storica dell'imperatore Carlo Magno rievoca le radici cristiane dell'Europa, riportando quanti la studiano ad un'epoca che, nonostante i limiti umani sempre presenti, fu caratterizzata da un'imponente fioritura culturale in quasi tutti i campi dell'esperienza”. Perciò - continua il Pontefice regnante - “la commemorazione dello storico evento ci invita a volgere lo sguardo non soltanto al passato, [...] invita a riflettere sul valore che anche oggi conserva la riforma culturale e religiosa promossa da Carlo Magno [...]. “È la grandiosa sintesi tra la cultura dell'antichità classica, prevalentemente romana, e le culture dei popoli germanici e celtici, sintesi operata sulla base del Vangelo di Gesù Cristo, ciò che caratterizza il poderoso contributo offerto da Carlo Magno al formarsi del Continente. Infatti, l'Europa, che non costituiva una unità definita dal punto di vista geografico, soltanto attraverso l'accettazione della fede cristiana divenne un continente, che lungo i secoli riuscì a diffondere quei suoi valori in quasi tutte le altre parti Iella terra, per il bene dell'umanità. Al tempo stesso, non si può non rilevare come le ideologie, che hanno causato fiumi di lacrime e di sangue nel corso del XX secolo, siano uscite da un'Europa che aveva voluto dimenticare le sue fondamenta cristiane”. Ebbene, l'Europa - il mondo occidentale e cristiano - sul punto di portare tragicamente a termine l'itinerario iniziato con l'umanesimo, l'Europa sul punto di dimenticare completamente le proprie fondamenta cristiane, l'Europa alla vigilia della Rivoluzione socialcomunista del 1917 in Russia è la destinataria del messaggio di Fatima che, all'immancabile ed essenziale richiamo personale - la visione dell'inferno come castigo per chi non rispetta la legge di Dio -, affianca una dimensione sociale: l'inferno del totalitarismo socialcomunista attende le nazioni che non rispettano la legge di Dio. Così, il messaggio di Fatima è non solo applicazione, ma certificazione della filosofia della storia del Magistero della Chiesa cattolica e del comportamento sociale che esso suggerisce attraverso la predicazione della morale sociale cattolica, la “dottrina sociale della Chiesa”: si tratta di un comportamento sociale a lode di Dio e orientato al rispetto della sua legge, il cui esito è una “civiltà cristiana”, e non offensivo di Dio e della sua legge, quindi qualificabile come “peccato sociale”. Per evitare l'esito disastroso, a Fatima vengono poste condizioni, sono richiesti comportamenti sostanziali e formali, conversione individuale e sociale, pratiche di pietà e affidamento: “la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati”. Quanto delle richieste sia stato soddisfatto si può arguire da quanto a tutt'oggi realizzato: il fallito - straordinariamente - attentato a Papa Giovanni Paolo II nel 1981 e il crollo del sistema imperiale socialcomunista, consumato nel 1991. Rimangono irrealizzate parti della promessa, ugualmente condizionate, quindi - dopo che è stata resa pubblica la terza parte del “segreto” - le ancor più esplicite condizioni della loro realizzazione. La prima parte della promessa condizionata è indicata esplicitamente con la frase: “[...] la Russia si convertirà”, la cui condizione è “la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati”. La seconda parte della promessa condizionata è quella nota con la formula: “Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà”; la condizione è pure nota: “Penitenza, Penitenza, Penitenza!”. L'esistenza di queste due promesse non realizzate e delle rispettive condizioni rende il messaggio nel suo insieme “aperto” e non esaurito. E, attraverso la Nuova Evangelizzazione, la Chiesa continua a innalzare “[...] la sua preghiera e presta il suo servizio, perché la storia delle coscienze e la storia delle società nella grande famiglia umana non si abbassino verso il polo del peccato col rifiuto dei comandamenti divini “fino al disprezzo di Dio”, ma piuttosto si elevino verso l'amore, in cui si rivela lo Spirito che da la vita”; cioè ripropone le condizioni per la costruzione di una nuova civiltà cristiana nel terzo millennio, una società a misura di uomo e secondo il piano di Dio, di cui il trionfo del Cuore Immacolato costituisce figura e promessa condizionata.
 
   
La Madonna a Fatima
“Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra” (13 maggio 1917)
Prima e seconda parte del “segreto” nella redazione fattane da suor Lucia nella “terza memoria” del 31 agosto 1941, destinata al vescovo di Leira-Fatima.
Il segreto consta di tre cose distinte, due delle quali sto per rivelare. La prima dunque fu la visione dell'inferno. La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell'incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento. E grazie alla nostra buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore.
In seguito alzammo gli occhi alla Madonna che ci disse con bontà e tristezza: Avete visto l'inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle. Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il pontificato di Pio XI ne comincerà un'altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta sappiate che è il grande segno che Dio vi da che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace. In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede (Quest'ultima frase si trova nella “quarta memoria” dell'8 dicembre 1941).
Terza parte del “segreto”
(3 gennaio 1944) Dopo le due parti che ho già esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”.
     

Dossier: La lezione di Fatima

IL TIMONE N. 17 - ANNO IV - Gennaio/Febbraio 2002 - pag. 35 - 37

 

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