Mercoledì 08 Aprile 2026

Nawrocki, il neo presidente polacco e quel figlio che la moglie non ha abortito

Dopo un ballottaggio al cardiopalma, il candidato conservatore e pro life, la spunta sul suo rivale europeista e pro lgbt. Sposato, è padre di tre figli di cui uno non biologico che poteva non essere vivo.

polonia presidente ansa
Lo chiamano “sovranista filo russo”, “fan sfegatato di Trump”, “devoto sostenitore del presidente americano”, “conservatore anti lgbt”, “euroscettico amante della boxe”, e per reazione verrebbe da rispondere che qualche difetto deve pure averlo. E avremo modo di misurarlo su questo e altro. Comunque, nonostante il suo rivale, Trzaskowski, abbia annunciato prematuramente una vittoria che non c’è mai stata, il neo presidente polacco si chiama Karol Nawrocki. Storico con la passione per il pugilato,  già direttore del Museo della Seconda Guerra Mondiale di Danzica, sua città d’origine e simbolo della lotta anticomunista, Nawrocki, sostenuto dal partito nazional-conservatore Diritto e Giustizia ha vinto di misura col 51%. 42 anni, in pochi ricordano che è cattolico, qualcuno si limita a dire che è sposato e padre di tre figli. Il primo dei tre però, Daniel, non è suo figlio biologico, ma figlio della moglie, che rimase incinta a soli sedici anni trovandosi anche faccia a faccia con l’ipotesi, neanche troppo remota, di abortire, ecco come la ha raccontata lui steso. «Sono cattolico. Sono cristiano. Sono membro della Chiesa cattolica. Sono a favore della vita dal concepimento alla morte naturale, per me è una cosa spontanea, la storia della mia famiglia porta ad esserlo. Forse qui, a Bielsko-Biała, racconterò un frammento di questa storia. Sono padre di uno splendido figlio, Daniel, che ha 21 anni, che amo moltissimo, senza il quale non potrei immaginare la mia vita e che mi ama. Lo cresco da quando aveva due anni. Non è mio figlio biologico, ma spesso me ne dimentico, perché non conosco altra vita se non quella con Daniel, e lui non conosce altro padre se non me. Nella mia famiglia sappiamo che Daniel è vivo grazie alla profonda resilienza mentale, alla dedizione e alla prontezza della sua allora giovane madre nel darlo alla luce e nel far sì che la vita vincesse. Questo mi edifica personalmente. Tuttavia, sono contrario alla guerra ideologica nelle strade delle città polacche. Si tratta di questioni così delicate e riguardano questioni così fondamentali che la cosa peggiore che potrebbe accadere in Polonia sarebbe una ripetizione delle tensioni di qualche anno fa. Ciò è tanto inquietante quanto il fatto che si verifichino attacchi contro vite umane. Questa è la mia visione che condivido con voi. Questa è la mia etica, il mio senso cristiano.  Per essere chiari, nella vita cristiana non mi considero un angelo. Nella nostra vita cadiamo e ci rialziamo. E questo è il fondamento della vita cristiana. Perché il Signore Dio e il Signore Gesù sono misericordiosi e capiscono che quando credi, ami e chiedi scusa per i tuoi peccati, ti avvicini di più al Signore. Cadi e ti rialzi» Lo vedremo all’opera. Sperando che faccia in modo tutti i “Daniel” possano venire alla luce. (Foto Ansa)

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