STRAGE DI CAPODANNO
Strage di Erba, quando il processo mediatico può causare malagiustizia
L’istanza con cui è stata accolta la richiesta di revisione del processo a carico di Olindo e Rosa apre allo scenario di un clamoroso errore giudiziario, cui potrebbe aver contribuito la pressione dell’opinione pubblica
11 Gennaio 2024 - 00:05
- Se il Signore può scrivere dritto anche sulle righe storte, potrebbe farlo anche su righe decisamente discutibili, come il giornalismo sensazionalistico delle Iene. Nella clamorosa ipotesi di un’assoluzione finale avrebbe un peso non piccolo il lavoro di Antonino Monteleone, e degli altri professionisti che hanno lavorato con lui. Quest’è. Tocca prenderne atto.
- La confessione non è sempre segno di verità. Lo abbiamo visto in tanti altri processi e questo, con tutti i condizionali del caso, potrebbe essere un altro esempio. La psiche umana è misteriosa, con voragini e abissi ancora inesplorati al punto che a volte ci si prende la responsabilità di gesti che non si sono in realtà compiuti. A domanda diretta, per spiegare la ragione della confessione "falsa", a posteriori, Olindo dirà «l’ho fatto per il male minore», pensando cioè che lo avrebbero lasciato stare insieme all’unica persona della sua vita, sua moglie. Folle? Per certi versi sì, ma nei suoi panni, nei panni di un uomo disarmato culturalmente e completamente solo, forse no.
- Se si confermasse l’ipotesi di un errore giudiziario, sicuramente ad aver giocato un ruolo non piccolo ci sarebbe la pressione mediatica, il processo celebrato prima in tv e sui giornali che nelle aule dei tribunali. Il terribile fascino della cronaca nera – cui Il Timone dedica uno speciale nel numero in edicola - in cui il pubblico famelico chiede sempre più particolari, sempre più approfondimenti e soprattutto chiede un colpevole, potrebbe aver giocato un ruolo infausto nel trovare un capro espiatorio nel più breve tempo possibile. Forse è il caso di fare, in ogni caso, un mea culpa.
- La giustizia non è sempre giusta, quella umana, s’intende. E quindi stride sentire la – abusata - frase «Ho fiducia nella giustizia», che significa? La giustizia è composta da uomini, peccatori come tutti, passibili di errori, che possono operare rettamente, possono sbagliare, possono fare bene, possono fare male. Quando fanno il male a farne le spese può essere chiunque, anche un innocente che può finire in carcere, e non sarebbe questo il primo caso. L’unica giustizia vera è quella di Dio, ed è a lei che occorre appellarsi di fronte alle ingiustizie umane, è a lei che ci appelliamo perché in questo caso, venga fatta verità.









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