Venerdì 09 Gennaio 2026

LAICISMO

Francia, così lo Stato perseguita l’istruzione cattolica

Perquisizioni di cartelle scolastiche, domande intrusive, rimozione di crocifissi: ecco, per la prima volta integrale, lo sconvolgente report del Segretariato Generale dell'Educazione Cattolica (SGEC)

EMMANUEL;MACRON;CROCIFISSO;

Emmanuel Macro (Imagoeconomica)

In nome del dovere di vigilare sulla qualità dell'educazione, il governo francese ha messo in atto forme di controllo vessatorie ai danni di numerose istituzioni scolastiche cattoliche. Le scuole cattoliche, dunque, sono espressione di una fede confessionale, ma il laicismo alla base dei controlli persecutori, assomiglia un po' troppo a fondamentalismo. Diffuso l'8 dicembre e rilanciato da tutte le agenzie di stampa nazionali, il nuovo rapporto del Segretariato Generale per l'Educazione Cattolica (SGEC), nelle 14 pagine che lo compongono, non mette in discussione il principio dei controlli, che sono a garanzia di tutti, bensì le pratiche "abusanti" e "intrusive" impiegate dagli ispettori. Avrebbero impiegato modalità talmente lesive da compromettere la dignità degli educatori e l'identità degli istituti scolastici. Allargando il perimetro della notizia, si deve considerare il peso che ha avuto la reazione dell'opinione pubblica ad un recente scandalo: l'affaire Bétharram, il collegio della congregazione del Sacro Cuore di Gesù sui Pirenei atlantici, che sarebbe stato teatro di gravi abusi fisici e sessuali ai danni di giovani studenti, nell'arco di più di 50 anni.

A seguito del caso e della portata delle denunce, un'inchiesta parlamentare aveva invocato un rafforzamento delle ispezioni nelle scuole per una maggiore tutela dei minori. In questo clima di tensione le scuole cattoliche hanno da subito temuto la strumentalizzazione politica dei controlli. I testimoni delle ispezioni, di cui avevamo già dato conto in un articolo del 17 dicembre, parlano di "dimostrazioni di forza sproporzionate": i funzionari sarebbero arrivati in nutriti gruppi, fattore che ne aumentava la minacciosità, entrando senza preavviso nelle aule, interrompendo le lezioni, fotografando le classi, interrogando a bruciapelo gli studenti e perquisendo gli zaini. Come riporta EWTN «alcuni insegnanti riferiscono di ispettori entrati in classe senza identificarsi, che sfogliavano i quaderni durante la lezione o interrogavano il personale davanti ai bambini. Particolarmente inquietanti, secondo gli educatori, sarebbero state alcune domande sulle pratiche religiose personali, come la frequenza alla Messa domenicale. In altri casi, gli ispettori avrebbero fotografato diari spirituali degli studenti, esplicitamente destinati a rimanere privati, o sollecitato la rimozione di simboli e riferimenti cristiani dai progetti educativi, in contrasto con il riconoscimento giuridico del carattere specifico delle scuole cattoliche».

Ciò che emerge dallo "stile" inquisitorio delle ispezioni effettuate non fa che mostrare come l'obiettivo sia declassare una fede, quella cattolica, a favore di un'altra, quella laicista che deve imporsi con i propri dogmi: nessun riferimento alla "Creazione" o altre frasi bibliche; richiesta di rimuovere le croci e altre immagini sacre, smantellamento di angoli della preghiera e divieto di "sviluppare una vita interiore". In un caso è stato fatto "un invito da parte dell'ispettrice a sminuire il carattere distintivo della scuola a favore della missione di servizio pubblico dell'istruzione, che, secondo lei, deve avere la precedenza sul carisma del nostro ordine religioso", il che altro non è che una sorta di "conversione forzata" alla sola verità ritenuta tale. La dis-misura dei controlli inflitti alle scuole cattoliche in epoca Macron ha mostrato, per contrasto, l'irriducibilità di un principio fondamentale, un diritto e dovere in capo ai genitori, che è la libertà educativa. Ed è proprio con un numero dedicato alla libertà di educazione che Il Timone inaugura il 2026 (qui ci si può abbonare, in questi giorni, ricevendo un libro omaggio con un inedito del card. Biffi). 

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