Mercoledì 25 Febbraio 2026

Spagna

"El Pais" strumentalizza un presunto allarme del Papa sull'«estrema destra»

La Conferenza episcopale spagnola smentisce le ricostruzioni giornalistiche che attribuivano a Leone XIV preoccupazioni per l'estrema destra e Vox

Leone XIV su "E lPais"

(Imagoeconomica)

Un allarme totalmente inventato, quello riportato da El País e Vida Nueva che avrebbe visto il Papa come protagonista, nel mettere in guardia la Conferenza Episcopale spagnola dai pericoli dell’influenza crescente dell’ estrema destra nel paese. Niente o comunque ben poco di tutto questo, tuttavia, corrisponderebbe al vero, trattandosi con ogni probabilità di banali fake news del tipo: «Il Papa ha avvertito i vescovi che la loro principale preoccupazione in Spagna è l'ascesa dell’estrema destra che cerca di strumentalizzare la Chiesa», come avrebbe scritto il giornalista Julio Nuñez su El País. «Leone XIV  ha letteralmente messo in guardia i vescovi spagnoli da Vox», avrebbe invece titolato José Beltrán su Vida Nueva. Ma la smentita della Conferenza episcopale spagnola ripresa su Infovaticana - ma leggibile, ovviamente, anche dalla fonte originale - è arrivata subito e netta:

«In vista delle notizie apparse sul giornale El País riguardo le presunte dichiarazioni di Papa Leone XIV, durante la sua udienza con la Conferenza Episcopale Spagnola il 17 novembre, la stessa Conferenza, riunitasi oggi a Madrid, desidera affermare quanto segue: “Papa Leone XIV ci accolse con affetto speciale, ascoltò gli interventi di tutti i membri della Commissione e ci incoraggiò nell'impegno evangelizzatore a cui la Chiesa in Spagna lavora. Il Santo Padre ci ha anche incoraggiati alla comunione tra tutti i membri e le istituzioni che compongono la Chiesa. Nel dialogo, il Santo Padre ha riflettuto, tra le altre cose, sui rischi di sottoporre la fede a ideologie senza menzionare alcun gruppo politico particolare. Vogliamo esprimere il nostro rispetto e la nostra adesione al Papa e accogliere il suo appello all'evangelizzazione della società in cui viviamo, con tutte le sue sfide"».

Ora, si potrebbero ancora avere perplessità su di una smentita che, agli occhi di alcuni osservatori, potrebbe apparire come un tentativo di minimizzare le parole eventualmente pronunciate dal Papa, il quale certamente mette in guardia, non da oggi, dal rischio di trasformare la fede in una bandiera ideologica sotto qualsiasi casacca politica. Ci sembra però che le parole di Santiago Abascal, Presidente proprio di Vox, possano aiutarci a comprendere come possono essere andate le cose. Il presidente di Vox infatti ha risposto alla polemica l'altro ieri durante un evento al Centro Congressi di Salamanca, sostenendo che la notizia era «un'invenzione di uno di quei vescovi che collaborano con l'immigrazione», il quale «ha detto a El País che il Papa è preoccupato per l'estrema destra in Spagna». Non sarebbe una grande novità, del resto, se davvero un vescovo particolarmente zelante fosse andato ben oltre quella che certamente è una preoccupazione del Papa.

Come che sia, una cosa è certa: è nota e assai consolidata consolidata la tendenza di una certa stampa ahinoi non solo iberica - e che possiamo “progressista” - di cerca di tirare il Papa per la tonaca nel bene o nel male o di infangarla. Ricordiamo, per esempio, la valanga di calunnie con cui, in passato, certa stampa attaccò Benedetto XVI definendolo come il "pastore tedesco" non solo a causa della sua nazionalità, ma per diffondere di lui l’immagine di teologo rigoroso e inflessibile inventando di sana pianta un passato nella gioventù hitleriana (con particolare riferimento ad una sua presunta foto all’età di 14 anni accanto ad Hitler, trascurando il dettaglio dell’anno di nascita di Ratzinger, 1927, mentre la foto era del settembre 1932).

Un’incredibile gioco mediatico, fu allora quello costruito ad arte intorno alla sua figura, utilizzando anche titoli ad hoc - come appunto “pastore tedesco” comparso su Il Manifesto subito dopo la sua elezione -, per diffondere l’idea di un ritorno a una Chiesa più dottrinale e meno "popolare" rispetto a quella che c'era sotto Giovanni Paolo. Ma gioco mediatico fu, anche intorno ad una figura più “popolare” come quella di papa Francesco, di cui all’inizio sembravano innamorati anche i giornalisti nostrani: ricordiamo le diverse interviste concesse dal Papa a Scalfari su Repubblica; lo stesso Papa argentino che veniva poi censurato o quanto meno messo fra parentesi quando parlava in termini chiari ed espliciti di gender e aborto… E ora, con Leone XIV, la stampa, a che nuovo gioco vorrà giocare? Da quanto è accaduto Spagna si potrebbe dire, con una battuta, che si è partiti bene...ma non benissimo.

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