TRIDUO PASQUALE
Il Cattolicesimo avanza
Card. Arborelius: «In Svezia le vocazioni sacerdotali sono in aumento»
Il porporato conferma come, a sorpresa, nel Nord Europa la fede sia tornata. E sia oggi in crescita
29 Novembre 2025 - 00:06
Il cardinale Arborelius (Imagoeconomica)
«Dio è tornato in Svezia». Così titolava un lungo servizio a firma del sottoscritto uscito sulle pagine della nostra rivista (cui è possibile abbonarsi in questi giorni con sconti imperdibili) nel settembre dello scorso anno. In quell’articolo, non solo ripercorrevo la vicenda del Paese scandinavo – famoso per essere «il più secolarizzato del mondo» ed oggi teatro d'una piccola primavera cattolica – ma raccoglievo in una intervista fattagli anche alcune dichiarazioni del cardinale Anders Arborelius, il primo porporato svedese ed anch’esso, a ben vedere, testimone del cambiamento in atto: nato in Svizzera, battezzato luterano e cresciuto in Svezia, si è poi convertito al Cattolicesimo.
Al Timone il cardinale Arborelius, in quell’inchiesta, aveva raccontato come nel suo Paese la fede stesse tornando. Perciò siamo assai contenti, anche se non sorpresi, di quanto il porporato ha raccontato in una nuova intervista rilasciata al portale Kath a cui ha confermato come i cattolici svedesi stiano crescendo di numero sia per l’immigrazione, sia per le conversioni: «La Chiesa cattolica in Svezia sta crescendo grazie agli immigrati, nonostante i cambiamenti nella politica migratoria e l'ingresso in Svezia sia diventato più difficile per gli immigrati. Cresce anche il numero di persone che desiderano convertirsi, soprattutto giovani uomini». Molto interessanti anche le parole del cardinale sulle vocazioni: «Qui il numero di vocazioni sacerdotali è in aumento. Siamo anche in grado di acquisire chiese dai nostri amici protestanti».
«Di recente», ha altresì aggiunto il porporato, «siamo riusciti ad acquisire una delle più grandi chiese luterane di Stoccolma, la chiesa di San Giovanni, frequentata principalmente da cattolici polacchi e ucraini». Parole, anche queste, molto confortanti ma che possono sorprendere solo chi non abbia a mente i dati degli ultimi decenni. Che, peraltro in modo netto, descrivono una crescita dei cattolici svedesi non solo sorprendente, ma quasi miracolosa per chi conosce un po’ la storia del Paese. Ad inizio ‘900, infatti, essere cattolici e svedesi era raro, quasi ossimorico. Si contavano circa 2.500 fedeli, una miseria, e le chiese erano quattro in tutto: quelle di Stoccolma, Göteborg, Malmö e Gävle.
Poi però qualcosa è cambiato: nel 1951 è stata approvata legge sulla libertà di culto, avviando una svolta. Dal 1975 al 2000, infatti, i membri della Chiesa cattolica romana sono più che raddoppiati. Una crescita condivisa con i fedeli ortodossi e delle Chiese orientali e continuata fino ai giorni nostri. Se nel 2000 i cattolici registrati erano 87.000, oggi sono circa 130.000: una crescita di oltre il 49%. Poi ci sono pure cattolici non registrati, che si stima facciano lievitare il bacino complessivo dei fedeli a 150.000 persone. Tutti questi numeri, come osservato dal cardinale Arborelius, rispecchiano sì dinamiche migratorie, ma anche centinaia di conversioni dal luteranesimo, alcune delle quali peraltro eccellenti.
Come quella di Ulf Ekman, che è stato chiamato “il Billy Graham della Svezia” e che nel 1983 aveva fondato una chiesa a Uppsala della quale è stato pastore per 30 anni. Ebbene, qualche anno fa sia il popolarissimo Ekman sia la moglie Brigitta hanno abbracciato il Cattolicesimo. E si potrebbero citare anche molti altri dati ed esempi, se non si rischiass di essere prolissi e, soprattutto, di perdere di vista un punto cruciale, che è una domanda: come mai? Per quale ragione, perfino in quello che ha fama di essere il Paese «più secolarizzato del mondo» la piccola comunità cattolica cresce progressivamente di anno in anno? L’immigrazione e le conversioni spiegano come avviene questa trasformazione, ma nulla dicono sul perché.
Ora, il perché di questa svolta – confermata anche da vescovi come monsignor Erik Varden – può essere solo ipotizzato. Ma una buona ipotesi può essere la stessa alla base del fatto che il cattolicesimo guadagna terreno anche nel Regno Unito, erodendo fedeli e sacerdoti all'agonizzante anglicanesimo: e cioè il fatto che una fede forte, che sappia parlare al cuore dell’uomo, risulta sempre più convincente rispetto ad una disciolta in una spiritualità, in ultima istanza, mondanizzata ed incolore. Per questo possiamo dire, sempre citando monsignor Varden, che se c’è qualcosa che sta davvero tramontando, beh quel qualcosa – a dispetto d'ogni pronostico – è la secolarizzazione. Ma la Chiesa e il cristianesimo, perfino in Europa, sono invece ben lontani dallo scomparire.









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