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Dietrofront progressisti
Benedizioni coppie gay, anche la Chiesa anglicana le evita
Il Sinodo generale della Chiesa d'Inghilterra ha deciso di sospendere formalmente i lavori per approvare queste benedizioni, fermando un processo che durava dal 2023
14 Febbraio 2026 - 00:04
Justin Welby, arcivescovo emerito di Canterbury (Imagoeconomica)
La Chiesa anglicana è letteralmente a pezzi: da anni perde non solo fedeli ma pure sacerdoti – un terzo dei nuovi preti cattolici inglesi son anglicani convertiti -, e di conseguenza rilievo sociale. Al punto che già si parla della possibilità, che avrebbe oggettivamente del clamoroso, del sorpasso dei cattolici sugli anglicani. Per la verità già nel 2020 un sondaggio condotto su 3.000 londinesi aveva registrato come quanti si dichiarano cattolici (35%) superino quelli che si dichiarano anglicani (33%). Lo scenario della chiesa anglicana è dunque da coma profondo. E non è da escludere, anzi, che sia proprio questo - vale a dire lo sprofondare sociale di una Chiesa che pure ha sposato tutti gli «aggiornamenti» dottrinali morali possibili – ad aver spinto, giovedì, il Sinodo generale della Chiesa d'Inghilterra a sospendere formalmente i lavori volti ad approvare le cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso. Tale sospensione è avvenuta attraverso un voto a maggioranza.
È cioè accaduto che con 252 voti favorevoli, 132 contrari e 21 astensioni, i componenti dell’assemblea sinodale - l’organo che guida la chiesa anglicana - abbiano, ci si passi l’espressione, deciso di non decidere, approvando un documento episcopale che riconosce l'impossibilità di raggiungere un consenso fra le fazioni liberali e quelle più conservatrici. Si tratta, comunque la si pensi, d'una decisione di grande impatto e davanti alla quale non si può non fare una riflessione, se non altro perché il Sinodo era al lavoro su questi fronti da tre anni. Non a caso, c’è chi non l’ha presa affatto bene. «Mi avete spezzato il cuore. Non posso credere che siamo di nuovo qui, dopo tutto questo tempo, con solo questo da offrire», ha per esempio commentato il reverendo Charlie Bączyk-Bell, sacerdote gay e membro appunto del Sinodo. E c’è da capirlo dato che, come già dicevamo, la Chiesa anglicana quanto ad «aperture» dottrinali non è seconda a nessuno; basti solo pensare che già nel novembre del 1992 – una vita fa - approvò la legislazione che introduceva l’ordinazione delle donne al sacerdozio.
Tutto si può dire, dunque, tranne che la Chiesa anglicana sia rigidamente conservatrice. Ma come si spiega, allora, questo dietrofront sulle benedizioni alle coppie gay? Secondo quanto ha ricostruito la Bbc, la marcia indietro non è stata casuale. Al contrario, è maturata a fronte del rischio delle chiese che, nel resto del mondo, avevano minacciato di abbandonare la Comunione anglicana per il nodo delle benedizioni rivolte alle persone dello stesso sesso. Da parte loro, i leader della Chiesa si sono scusati per il danno causato a «entrambe le parti», anche se i conservatori – pur a fronte di un passaggio in teoria a loro favorevole - si sono comunque lamentati anche della mancanza di chiarezza da parte dei vescovi riguardo all'insegnamento tradizionale sul matrimonio e sulla sessualità. In effetti, quella della Chiesa anglicana più che un ripensamento della sua linea è stata una battuta d’arresto. Che tuttavia resta eloquente e, a questo punto, dovrebbe ispirare qualche riflessione anche a taluni cammini sinodali cattolici incamminati sulle vie degli «aggiornamenti»…










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