SANTA PASQUA
ORRORE IN SPAGNA
Noelia Castillo, morta di eutanasia a 25 anni perché depressa
A nulla è valsa la contrarietà paterna. Era paraplegica per un tentativo di suicidio dopo aver subìto uno stupro di gruppo
27 Marzo 2026 - 12:15
Screenshot Antena 3 - Youtube
Voleva finalmente riposare, era sfinita dalla sofferenza, dalla solitudine, da una serie di esperienze esteriori e interiori che riteneva di non poter tollerare oltre. Come non comprenderla, come non sentirsi vicini a un cuore spezzato da un catalogo di dolori che, davvero, fa impressione vedere inanellati attorno a una sola vita? Noelia Castillio Ramos è morta ieri, a 25 anni, in un centro socio-sanitario - si legge su Rainews, per esempio - nella provincia di Barcellona.
Prima di morire, con l'"aiuto" dello Stato e la tutela di una legge che ogni coscienza retta dovrebbe ripugnare, è finita al centro dell'attenzione generale. Ironia di una sorte piuttosto beffarda. Perché non si è spesa prima tutta l'attenzione possibile per attivare vicinanza, cure e occasioni di speranza? Perché anziché seguire e fomentare dibattiti ed esposizione mediatica non si è fatto di tutto per aiutare una giovane donna che aveva tanti motivi per credere che la propria vita fosse insopportabile e a questi non doveva aggiungersi il sigillo dello Stato?
LA STORIA DI NOELIA
L'aveva raccontato lei stessa in un'intervista rilasciata ad Antena 3, la sua giovane vita era piena di sofferenza: il trauma più significativo è quello del 2022 quando aveva subito due volte violenza sessuale prima dall'ex compagno e, successivamente, da tre giovani in una discoteca. «Dopo questi episodi - leggiamo da Skytg24 - ha tentato il suicidio gettandosi dal quinto piano. Non è morta, ma ha riportato una grave e irreversibile lesione al midollo spinale, con conseguente paraplegia che le ha causato un intenso dolore neuropatico e la completa perdita di mobilità alle gambe. Una condizione, inoltre, che l'ha resa completamente dipendente da un'assistenza continua. »
Un rogo che si è diffuso da un focolaio più antico, mai spento, perché Noelia soffriva da anni di disturbo borderline della personalità e aveva dovuto affrontare, ancora bambina, la separazione dei genitori e l'affidamento a una struttura dall'età di 13 anni. Con che misera armatura si sarà trovata ad affrontare la vita, gli amori adolescenziali, il rapporto con gli altri se il cantiere che avrebbe dovuto costruirgliela era andato in pezzi così presto? E cosa dire dell'orrore di chi ha approfittato della sua fragilità? Cosa si pretende da una bambina che diventa grande senza poter contare su adulti capaci di rispondere a bisogni fondamentali di cura, protezione, sicurezza, validazione?
LA BATTAGLIA LEGALE DEL PADRE
Senza dovere e potere entrare nel merito delicato e complesso del vissuto di questa famiglia evidentemente ferita, non si può però tacere su quanto poco e male la società e lo Stato abbiano supplito a ciò che la piccola e poi giovane Noelia non ha potuto ricevere dal suo ambito più naturale. Anzi, quando il padre si è impegnato strenuamente per difenderla da sé stessa e da una legge che le consentiva di darsi la morte, come unico possibile sollievo al suo dolore, anche lui si è trovato quasi solo, se non fosse stato per l'associazione Abogados Cristianos grazie alla quale era riuscito ad opporsi alla morte assistita inizialmente fissata per il 2 agosto del 2024.
Aveva tentato anche la via delle misure cautelari per sottoporre la giovane a trattamento psichiatrico suo malgrado, dopo che aveva presentato tutti i possibili ricorsi legali, respinti dalla Corte costituzionale spagnola e, il 24 marzo, anche dal tribunale europeo per i Diritti umani. Ogni tentativo del padre si è infranto contro la ratio diabolica della legge che permette, e diciamolo senza vergogna, incoraggia addirittura l'eutanasia nel cuore dei disperati: Noelia aveva una condizione che rientrava nei parametri stabiliti dalla legge ed era consapevole. Fine.
LA DISPERAZIONE E LA SPERANZA
Così è stata aiutata a morire e non ha voluto nessuno dei suoi familiari accanto negli ultimi istanti della sua tormenta vita. Una vita, cara Noelia, del cui valore ineguagliabile nessuno è riuscito a convincerti, forse perché la sua voce era coperta da molte altre che ti davano ragione. Colpiscono profondamente le sue parole, e il suo viso, bello, intenso, i capelli raccolti da un fermaglio a fiocco (dettaglio che lascia intravvedere qualcosa, una tenerezza possibile, una mano che non offriva solo assistenza ma anche attenzione e amore).“Me ne vado e voi restate qui con tutto il dolore. Ma penso: e io, tutto il dolore che ho sofferto durante tutti questi anni?”
Per chi crede queste non sono davvero le ultime parole, il dialogo definitivo di Noelia. Il Padre non abbandona nessuno, fino alla fine; e anche solo un'Ave Maria recitata anni prima o qualcuno che, intanto, la accompagnava con la recita del Rosario o l'offerta delle proprie sofferenze, le avranno guadagnato la vicinanza amorosa di Colei che invochiamo per i due soli momenti decisivi che a tutti tocca vivere: nunc et in hora mortis nostrae. Avrà sperimentato finalmente, c'è da sperarlo per lei, uno sguardo che la vedesse per intero, che comprendesse il suo dolore, che le mostrasse Chi lo aveva portato con lei? Il giudizio non spetta a noi, ma la precisione sì: cosa accade nel cuore di una persona, cosa avviene tra ogni anima e il suo Dio nessuno lo sa se non i diretti interessati.
A noi basti ricordare che ogni istante è carico della possibilità della salvezza. A noi spetta anche pregare e agire perché leggi tanto inumane vengano ricacciate indietro e perché i più fragili, che siamo alla fine tutti, prima o poi, non vengano inghiottiti da questo meccanismo perverso per cui, sentendosi un peso, chiedono di essere uccisi. A Noelia non piaceva la direzione che vedeva prendere al mondo e alla società. In questo doveva essere ascoltata, non nel suo disperato desiderio di sparire (Screenshot Antena 3 - YouTube)










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