Novità editoriale
Fede e ragione in Ratzinger-Benedetto XVI
31 Gennaio 2014 - 06:02
Spesso riteniamo erroneamente che la fede sia un sentimento e che la fede e la ragione siano due distinte facoltà dell'uomo.
Dimensioni di Dio
Ovviamente il tema dell’amore è fondamentale nel cristianesimo, per la sua visione della vita e del rapporto con Dio; ma non è di questo che ci occuperemo, se non incidentalmente: piuttosto ci concentriamo sul rapporto tra fede e ragione, che pure è centrale.
Valorizzazione cristiana della ragione
Per il cristianesimo la ragione ha un valore straordinario perché: 1) è un’immagine, nell’uomo, di quella divina; 2) inoltre, la rivelazione ebraico-cristiana introduce la dottrina della creazione: tutto ciò che esiste è creato da Dio e perciò è buono, dunque la ragione è un grande dono di Dio; 3) perché abbiamo il dovere di far fruttificare tutti i doni che abbiamo ricevuto (cfr. la parabola dei talenti).
Ebbene, visto che l’uomo è immagine di Dio, che è Ragione e Amore, allora l’uomo deve conciliare nella sua vita ragione e amore: non bisogna separare l’amore dalla ragione.
Non bisogna separare l’amore dalla ragione significa:
1.1. il rifiuto dell’emotivismo, cioè dell’amore ridotto a sentimento (che pur è importante nella vita), del «va dove ti porta il cuore»;
1.2. il rifiuto delle forme di falso amore (eutanasia, aborto).
2) la fede culmina in un rapporto d’amore, ma è inizialmente propiziata dalla ragione, il che comporta:
Ora, se la religione non è razionale non può nemmeno essere esposta mediante dogmi, perché il dogma è una sistematizzazione razionale dei contenuti della fede. Invece, come diceva S. Tommaso, per Ratzinger-Benedetto XVI la filosofia che si occupa di Dio è, dopo la teologia, «la più alta possibilità dello spirito umano» (tutte le citazioni virgolettate di questo articolo sono tratte dai testi di Ratzinger-Benedetto XVI citati in bibliografia).
1) può dimostrare che Dio esiste;
2) può dimostrare alcuni aspetti del Dio della fede: Dio come Essere, Eterno, Onnipotente, Somma Verità, Somma Bontà.
Certo, la fede poi approfondisce la nostra conoscenza filosofica di Dio. Certo, il Dio dei filosofi è un Dio che non si prega e con cui non c’è un rapporto di comunione interpersonale. Ma il Dio dei filosofi è pur sempre un tesoro, perciò è insensato tralasciare la riflessione filosofica su Dio: è come rinunciare ad un tesoro solo perché è meno grande di un altro.
Lo scientismo dice che Dio, l’anima e le grandi domande diventano temi irrazionali. Il razionalismo dice che esiste solo ciò che è razionalmente conoscibile. Ma ciò è un errore della ragione, è l’errore di una ragione presuntuosa che dimentica di essere finita, di non poter dunque conoscere tutto. E che, però, di fatto, si sminuisce: «se l’uomo non può più interrogarsi razionalmente sulle realtà essenziali della sua vita, sulla sua origine e sul suo fine, sul suo dovere morale e su quanto gli è lecito, sulla vita e sulla morte, ma deve rimettere questi problemi decisivi a un sentimento separato dalla ragione, allora non la innalza, ma la priva del suo onore».
Il divorzio tra fede e ragione è dannoso per entrambe.
Il danno subito dalla fede
Contributi della fede alla ragione
1) la fede valorizza la ragione, come abbiamo visto all’inizio;
2) anticipa dei temi che la ragione può conseguire da sola (per es., i temi della creazione e della gratuità dell’amore, che la filosofia non aveva in precedenza trattato);
3) è una bussola che consente alla ragione di orientarsi, quando la ragione ha sbagliato o corre il rischio di sbagliare;
4) procede oltre le possibilità della ragione (parlando, per esempio, dell’Incarnazione e della Trinità).
Scientismo e dittatura del relativismo
Bibliografia
Joseph Ratzinger, Introduzione al Cristianesimo, 1968, tr. it. Queriniana 1969, 200313 (con un nuovo saggio introduttivo).
Joseph Ratzinger, Fede, verità, tolleranza. Il cristianesimo e le religioni del mondo, Cantagalli, 2003, specialmente pp. 141-221.
Joseph Ratzinger, Omelia della Missa pro eligendo Romano Pontifice, 18 aprile 2005. Benedetto XVI, Discorso di Ratisbona, 12 settembre 2006.
Benedetto XVI, Discorso a vescovi svizzeri, 9 novembre 2006.
IL TIMONE - N.65 - ANNO IX - Luglio/Agosto 2007 pag. 32-33









Facebook
Twitter
Instagram
Youtube
Telegram