Novità editoriale
Pro vita
Campana anti-aborto, contro mons. Suetta polemiche sterili
Pretestuose e surreali, le proteste di cortei e collettivi contro l'iniziativa del vescovo di Sanremo
06 Gennaio 2026 - 00:16
Mons. Antonio Suetta
Surreali e pretestuose, in quel di Sanremo, le polemiche in atto contro la «Campana della vita» da poco inaugurata dal vescovo, monsignor Antonio Suetta. I rintocchi d’una campana – ovvietà che tocca evidenziare - non ledono la libertà di nessuno. Semplicemente, essi ricordano i bambini vittime dell’aborto. Che, anche se non è politicamente corretto rammentarlo, è la prima causa di morte al mondo: con oltre 45 milioni di vittime, solo 2024 ha causato oltre il 42% dei decessi umani globali, eliminando più vite della Prima Guerra mondiale. Chi nelle scorse ore a Sanremo è sceso in piazza a protestare coi soliti slogan - «Aborto sicuro, libero e gratuito», «L’utero è il mio, decido io». «Ma quale Stato, ma quale Dio, sul mio corpo decido io!» - tutto questo, però, lo ignora.
Allo stesso modo, si ignora il fatto che non si tratta neppure d’una iniziativa in sé nuova. Come difatti lo stesso Suetta (autore di un bel libro pubblicato dal Timone) ha avuto modo ben di precisare, la campana in questione esiste in realtà già da anni, e venne benedetta proprio per il suo scopo - per essere «della vita» - ancora nel 2022; la sola, vera novità in tutta questa vicenda è la sua recente inaugurazione, del 28 dicembre scorso, memoria liturgica dei Santi Martiri Innocenti. Una inaugurazione peraltro avvenuta, a quanto si sa, con il convinto appoggio dei fedeli, i quali sono in fondo i soli – in uno Stato laico, che separi il religioso dal secolare, e non in uno Stato giacobino e laicista – il cui pensiero conti qualcosa, trattandosi appunto dell’iniziativa d’un vescovo e non di un Sindaco o di un assessore.
Non si capisce dunque una contestazione, che ieri ha visto in piazza cortei e collettivi, e che appare davvero sterile e strumentale, e che alimenta diversi interrogativi. Si vuole forse negare ad una comunità di credenti il sacrosanto diritto di commemorare delle vite umane? Le innumerevoli vittime dell’aborto – tra le quali, a ben vedere, rientrano pure le donne reduci da questa scelta dolorosa, che lascia loro una ferita che, campane o non campane (e checché ne dicano certi studi pieni di criticità), rimane aperta anche dopo anni – non meritano forse d’esser ricordate? E se non loro, allora chi? Al di là di tutto, il punto non è che a Sanremo ci sia la «Campana della vita». Il punto è come mai ve sia una solo lì. (Foto: Screenshot Buongiorno Sicilia/YouTube)









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