SANTA PASQUA
Dopo il referendum
Cantano «Bella ciao» in tribunale, i giudici confermano che sono politicizzati
Dovrebbero non solo essere, ma anche apparire imparziali. Ma qualcuno se l’è dimenticato.
24 Marzo 2026 - 12:00
Il Mattino/YouTube
I risultati consolidati sono inequivocabili, ha vinto il No con il 53,6 % su un pur tenace, non trascurabile Sì al 46,4%. Che ognuno sia libero di esprimere legittimamente le proprie convinzioni in merito alla riforma, oggetto del referendum confermativo del 22 e 23 marzo, è fuor di dubbio, il che vale naturalmente anche per i magistrati, pm o giudici che siano. Che però, a carriere unificate, alcuni si siano lasciati andare a cori da stadio con il subito opportunamente smorzato "Chi non salta la Meloni è!" e l'immarcescibile (ma perché?) "Bella, ciao!" lascia quanto meno perplessi. È quanto è successo ieri a Napoli, nella saletta dell'ANM del Tribunale.
L'emozione è unanime, la gioia esplode - come le bottiglie di champagne in arrivo per brindare al successo. Ecco, tutto questo pare un po' meno legittimo se è vero, come è vero, che il magistrato, giudice o pubblico ministero che sia, deve brillare per terzietà, imparzialità, equilibrio. Non dimostrano forse con questa esultanza da ultras che la politicizzazione che la riforma si proponeva di contenere, se non di disinnescare del tutto magari sul lungo periodo, è invece attiva e pronta a esplodere? Un tratto, peraltro, che non va a danno del governo ora in carica, bensì, purtroppo dei cittadini che quelli sono, sia con Giorgia Meloni sia con altri che dovessero succederle.
«Tra i presenti - riporta ANSA - il pg presso la Corte d'Appello Aldo Policastro, in prima linea nella battaglia per il NO. Il procuratore Nicola Gratteri è invece nel suo ufficio, al lavoro da stamattina». Il Procuratore Generale aveva già espresso i motivi della sua contrarietà alla riforma contestando proprio la sua efficacia nel rendere più efficiente ed equa la giustizia; lo aveva fatto in particolare nel discorso di apertura dell'anno giudiziario presso il Tribunale di Napoli, rispondendo ad Alfredo Mantovano e quindi al governo, usando parole che dovevano suonare rassicuranti: «Deve essere chiaro che i magistrati non rispondono né alla piazza né al potere, il magistrato risponde soltanto alla legge. È un impegno che abbiamo assunto quando abbiamo giurato sulla Costituzione, e lo faremo. Il magistrato non rema contro nessuno, ma garantisce i diritti costituzionali delle persone».
Speriamo, egregio procuratore. Speriamo.
Intanto in quella sala, davanti a bottiglie da stappare e bicchieri di plastica i vertici dell'Anm distrttuale si lasciano andare a espressioni di giubilo estreme: la ex presidente, Alessandra Maddalena versa lacrime di gioia (forse anche di tensione accumulata), estasiato il presidente del no Ettore Ferrara, idem il giudice Pierluigi Picardi; più contenuto il pm Antonello Ardituro, che pure intona l'inno partigiano per eccellenza. Eccoli i vertici e la base della Anm distrettuale, quelli che si sono battuti per la vittoria alla riforma Nordio. Sono felici. Piange Alessandra Maddalena, ex presidente della Anm, in festa il presidente del comitato del no Ettore Ferrara, in visibilio il giudice Pierluigi Picardi. Contenuto il pm Antonello Ardituro, che intona Bella Ciao, diventata inno pop della lotta all'oppressore. Anche quando l'oppressore, a tutti gli effetti, non c'è. (Foto: Il Mattino/YouTube).









Facebook
Twitter
Instagram
Youtube
Telegram