RITORNO ALLA RELIGIONE
RITORNO ALLA RELIGIONE
Non ci salveranno più le "vecchie zie" ma i giovani uomini
Una indagine Gallup rivela che i giovani uomini della Gen Z guidano oggi una rinascita religiosa negli States, superando le coetanee per importanza data alla fede e ricerca di trascendenza. Un dato che attraversa anche Francia e Inghilterra
17 Aprile 2026 - 12:15
Gallup- Elaborazione AI
I nati tra il 1997 e il 2012 - notizia , quella dello loro nascita, già di per sé piuttosto eclatante- sono la generazione che non ha vissuto alcuna transizione al digitale perché lo hanno sempre sperimentato e forse anche subito. È la nidiata che ha vissuto e subito il politicamente corretto, che ha fatto proprie determinate istanze, come la sensibilità per la questione ambientale e l'attenzione per esempio alla salute mentale. E' anche quella che a forza di alert su cosa si può dire e cosa no, cosa è corretto pensare e cosa invece può offendere anche solo a prenderlo in considerazione, ha iniziato ad accusare un certo mal di mare. Troppe onde: il gender, la fluidità sessuale, il wokismo, l'assalto massiccio contro la famiglia, il relativismo morale imposto come un assoluto. Troppo poca terra ferma. E più di qualcuno ha deciso di salire in coffa a cercare un approdo: molti giovani, soprattutto maschi, lo stanno trovando nella fede cattolica.In un ritorno alla Chiesa che fa a ritroso la rotta di Colombo, dagli Stati Uniti arrivano segnali inequivocabili: è la Gen Z, e soprattutto la sua componente maschile, a guidare una sorprendente rinascita religiosa.
DAGLI USA ALL'EUROPA: LA RISCOPERTA DELLA FEDE
Per decenni, il volto della pratica religiosa in Occidente e della sua resistenza è stato associato a un'immagine quasi proverbiale: quella delle "vecchie zie". Si diceva che fossero le signore anziane, con la loro presenza costante nei banchi e la loro devozione silenziosa, a mantenere in vita le parrocchie mentre gli uomini e i giovani si allontanavano. Oggi, tuttavia, i dati raccontano una storia radicalmente diversa. Negli Stati Uniti, ma con segnali evidenti anche in Europa, stiamo assistendo a una storica inversione di tendenza. Secondo gli ultimi dati Gallup (2024-2025), nota società di analisi e sondaggi sul benessere fondata in Usa nel 1935, per la prima volta in venticinque anni, i giovani uomini americani (18-29 anni) hanno superato le coetanee nell'attribuire alla religione un'importanza "molto alta" nella propria vita. Se nel 2022 questa percentuale era al 28%, oggi è balzata al 42%, mentre tra le giovani donne il dato è rimasto fermo al 30%. Questo ribaltamento del gender gap è unico per questa fascia d'età: tra gli over 30, sono ancora le donne a mostrare un attaccamento maggiore alla fede.Questa "onda d'urto" non è limitata ai confini americani. In Francia, i battesimi di adulti hanno registrato un aumento del 45%, e in Inghilterra la partecipazione alla Messa cattolica è in procinto di superare quella anglicana per la prima volta dalla Riforma.
ALLA RICERCA DELLA VERITA', NON SOLO DI UNA "CURA"
Ma perché proprio il cattolicesimo attira così tanto i giovani uomini della Gen Z? Secondo diverse indagini sociologiche di questi anni sembra che, in un'epoca dominata dall'instabilità e dal linguaggio "terapeutico", i giovani siano attratti anche dal rigore dottrinale e dalle tradizioni antiche. Per molti ragazzi, entrare nella Chiesa è percepito come un atto di disciplina, quasi paragonabile all'arruolamento in un esercito, offrendo una "fratellanza in Cristo" che risponde al desiderio di leadership e responsabilità personale. Figure come il vescovo Robert Barron o padre Mike Schmitz sono diventate punti di riferimento online per chi cerca alternative ai "falsi profeti" della mascolinità tossica, proponendo una visione della fede che non fa vergognare di essere uomini. Accanto alla disciplina, gioca un ruolo fondamentale anche l'estetica. La bellezza delle cattedrali e il silenzio della Messa sono diventati canali per percepire il soprannaturale in modo immediato e sensoriale.
IMPARATE DA ME CHE SONO MASCHIO, MITE E UMILE DI CUORE (SEMICIT)
Non stupisce affatto, a ben considerare la cosa, che Gesù Cristo rimanga la sola risposta sensata a una sete che proprio le ideologie imperanti - e forse finalmente scricchiolanti- hanno acceso: quale figura di uomo più compiuta della Sua, quale esempio più solido di forza virile unita alla piena consapevolezza e alla capacità di orientarsi al Bene se non quello del Verbo incarnato? Hai voglia ad inseguire l'ideale di mascolinità contemporanea a colpi di web binar obbligatori sull'empatia, linguaggio inclusivo e la gestione della rabbia.
L'IRRILEVANZA DELLA FEDE: UN'ALTRA PREVISIONE SMENTITA?
Un'altra indagine realizzata sempre Oltreoceano conferma il trend in atto. Secondo l'istituto Barna che è specializzato nello studio delle tendenze religiose in USA, riporta sul suo blog Francesco Macri, «il 66% degli adulti statunitensi afferma di aver assunto un impegno personale con Gesù, segnando un aumento del 12% rispetto al 2021, quando i numeri avevano raggiunto il livello più basso in oltre tre decenni di monitoraggio.» A detta dell'AD, David Kinnaman, la previsione largamente diffusa secondo cui il cristianesimo si sarebbe ridotto all'irrilevanza è in corso di smentita per ciò che si registra nelle generazioni più giovani: «questi dati dimostrano che le tendenze spirituali hanno un dinamismo e possono effettivamente cambiare. Questa è la più chiara indicazione di un rinnovamento spirituale che rileviamo in oltre un decennio ed è la prima volta che è guidata dalle generazioni più giovani».
Spostando lo sguardo sulla realtà italiana, scopriamo che la tendenza è simile a quella internazionale: i dati dell'Arcidiocesi meneghina confermano una crescita dei catecumeni e segnano il particolare aumento di nuovi battezzati tra i giovani under 30 di origine italiana. In molti si ostinano a ridurre questo fenomeno a una delle tante tendenze wellness (vado in Chiesa, prego, parlo a Gesù perché "funziona", perché mi sento meglio etc), vincolati, loro malgrado, da categorie che si stanno rivelando inadeguate e insufficienti. La ricerca di senso, il desiderio di impegno reale e profondo con la vita, l'esercizio della disciplina di fronte a un ideale che lo meriti stanno tornando di moda, perché non sono una moda ma pertengono alla natura stessa del cuore umano.
Se un tempo il cattolicesimo era visto come la religione degli "esclusi" o, appunto, delle "zie", oggi appare sempre più come la scelta di giovani ambiziosi e istruiti che cercano significato e verità. Resta da vedere se questa sia una fase passeggera o un cambiamento strutturale destinato a ridisegnare il futuro della Chiesa in Occidente. Certamente, l'immagine della parrocchia frequentata solo da anziane signore appartiene ormai al passato, sorpresa: il presente della fede ha il volto di una gioventù maschile in cerca di Dio, bellezza e disciplina. (FOTO: fonte Gallup, elaborazione AI)












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